Regalo di Natale: sospesa la squalifica a Garcia

RomaRudi Garcia non si perderà l'ultima partita del 2014. La Corte sportiva d'appello ha infatti deciso di sospendere le due giornate di squalifica inflitte al tecnico della Roma «per condotta aggressiva e intimidatoria nei confronti di uno steward» nel post-partita con il Genoa. Condotta che, stando alla lettera di precisazione inviata alla società giallorossa dallo stesso steward Enrico Mento Curto che aveva denunciato l'episodio, non c'è mai stata. Tutti gli atti sono stati dunque trasmessi alla procura federale per ulteriori accertamenti.

«Garcia voleva aprire il tunnel per proteggere i giocatori, lo steward si è reso conto di avere esagerato e la rettifica è stata messa agli atti», così il dg giallorosso Baldissoni subito dopo l'udienza davanti alla Corte durata 45 minuti circa. Dichiarazioni che già lasciavano spazio all'ottimismo. «Sotto al tunnel c'era una persona che ancora non ho conosciuto, prima gli ho dato una bastonata sul ginocchio, poi ho preso una pistola e gli ho sparato su un piede - aveva scherzato Garcia nella conferenza stampa della vigilia -. A parte le battute, una cosa intendo dirla: più ci daranno fastidio, più lotteremo. Più sarà difficile, più attaccheremo».

E se Garcia siederà in panchina, il greco Holebas sarà regolarmente in campo: annullato lo stop di un turno comminata al terzino, protagonista di un brutto gesto al termine della partita con il Genoa (dito medio mostrato ai tifosi di casa). «Abbiamo fatto presente che la prova fotografica non è prevista nel codice e che nei casi analoghi lo stesso giudice sportivo ha solo multato il calciatore», la precisazione di Baldissoni. «Sono in Italia da 18 mesi, ma in due occasioni ci siamo sentiti in pericolo - così Garcia sul lancio di oggetti verso i suoi giocatori al termine della sfida di Marassi -. Questo non può accadere in uno stadio».

C'è chi adombra un accerchiamento nei confronti della Roma, il tecnico francese preferisce non entrare in polemica nemmeno con i rivali bianconeri: «Non ho sentito quello che hanno detto Nedved («a Roma parlano, la Juve lavora», la frase del dirigente, ndr ) e Allegri e non me ne frega niente. Io penso alla mia Roma, siamo secondi in classifica, la nostra ambizione e la nostra voglia sono sempre uguali. Abbiamo 3 competizioni, ma quella più importante per me è il campionato anche perché è la strada più corta per rifare la Champions».

E sullo scoglio di giornata, il Milan di Inzaghi e Menez (partita nella quale non avrà gli squalificati Pjanic e Astori, ndr) dice: «Jeremy è un giocatore di talento, che ha delle giocate incredibili e imprevedibili, dovremo essere bravi a fare in modo che non faccia una grande partita. Il Milan ha cambiato allenatore ma è pur sempre il Milan, è l'ultima gara dell'anno e vogliamo mettere i tre punti sotto l'albero di Natale dei nostri tifosi».