La regolarità è la nuova medicina del Dottore

Rossi è sempre salito sul podio finora. Solo nel 2015 fece meglio e andò vicinissimo al 10° titolo

Federico Malerba

Se non puoi scavalcare l'ostacolo, aggiralo. Gli ostacoli di Valentino Rossi da un po' di tempo sono spagnoli: fino all'anno scorso erano Marquez e Lorenzo, quest'anno c'è Viñales al posto di Jorge ma il concetto non cambia, se il 46 giallo vuole vincere il suo decimo titolo deve fare più punti di tutti e due. Non facile a 38 anni suonati, con gli avversari che ne hanno 14 e 16 di meno e per ora qualcosa in più come velocità pura. Ma dove non arriva la lancetta del tachimetro possono arrivare l'esperienza, l'intelligenza e le cadute dei rivali: due anni fa Rossi andò a un soffio dall'impresa vincendo meno gare (4 contro le 7 di Lorenzo e le 5 di Marquez) ma arrivando sempre al traguardo e salendo sul podio 15 volte su 18.

La strategia vincente potrebbe essere ancora quella, per ora è a 3 su 3 e se escludiamo proprio il maledetto 2015 si tratta del suo miglior inizio di stagione degli ultimi sette anni. È un Valentino che sembra finalmente pacificato dopo quella mazzata tremenda: ha ricominciato a sorridere e a scherzare con Marquez (sabato gli hanno chiesto di paragonare i suoi rivali a delle pizze e Marc è diventato una «diavola»), nel box Yamaha respira meglio da quando non c'è più Lorenzo e soprattutto si è tolto un gran peso da quando ha avuto la conferma che quest'inverno andava piano perché non aveva ancora capito la nuova moto e non perché sia diventato improvvisamente troppo vecchio.

«Il punto debole dell'anno scorso era che non riuscivo ad andare forte con le gomme usate - ha spiegato il Dottore nel dopo gara di Austin -, mentre ora riesco a spingere fino all'ultimo giro e mi diverto». Lo ha dimostrato in Argentina scavalcando Crutchlow e negli Stati Uniti infilando Pedrosa a due giri dalla fine. Ora deve provare a colmare anche l'ultimo gap lottando per la vittoria con Marquez e Viñales e in suo aiuto stanno per arrivare i circuiti europei, quelli che conosce come le sue tasche e su cui ha scritto le pagine più belle della sua storia.

A Jerez, dove si correrà fra due settimane, ha centrato la sua ultima vittoria il 24 aprile dell'anno scorso. Sono passate 14 gare: da quando è tornato in Yamaha un digiuno così lungo l'aveva dovuto sopportare solo dopo la prima vittoria della sua nuova vita in blu, 23 gare tra Assen 2013 e Misano 2014. Negli ultimi 12 mesi si è consolato con 6 secondi e 3 terzi posti, però uno come lui gode davvero solo quando guarda tutti dal gradino più alto del podio. E poi non c'è solo il decimo mondiale da inseguire: l'altro grande obiettivo sono le 122 (o 123) vittorie di Giacomo Agostini, teoricamente ancora a tiro di Vale che è a quota 114. Insomma la stagione è appena iniziata, ma lascia intravedere la possibilità di fare altri passi nella leggenda.