Regole comuni sui giochi nel nuovo Parlamento Ue

La legislatura europea che si sta chiudendo, con le elezioni per il rinnovo dell'Europarlamento di Strasburgo di domani, è stata prodiga di interventi in materia di gioco: dal Libro Verde sull'online al recentissimo varo della quarta direttiva in materia di antiriciclaggio, che fissa nuovi importanti parametri per la tracciabilità del denaro anche in questo settore. E gli europarlamentari italiani non si sono certo tirati indietro, al momento di sottoporre alla Commissione europea quesiti che sollevano l'attenzione in particolare su tematiche di carattere nazionale e sociale, evidenziando in particolare, per voler riassumere per sommi capi, le preoccupazioni circa la diffusione delle sale slot lungo la Penisola e del gioco online, argomento questo particolarmente «caldo» vista la sua transnazionalità, nonostante i possibili filtri che si possono mettere in essere a livello territoriale.
Anche agli sgoccioli della legislatura le richieste alla Commissione europea dall'Italia non sono mancate. L'eurodeputata della Lega Nord, Mara Bizzotto, ha presentato una proposta di risoluzione in Commissione avente per oggetto la diffusione delle sale gioco e i conseguenti problemi di sicurezza e ordine pubblico locale, chiedendo dunque «di intervenire per avvicinare le diverse legislazioni al fine di regolamentare la diffusione sul territorio dell'Unione delle sale di slot machine».
Da parte loro, in un'interrogazione, gli eurodeputati Sergio Paolo Francesco Silvestris e Oreste Rossi (Ppe) hanno sollecitato la Commissione, in materia di gioco patologico, a fornire «ulteriori informative statistiche che disegnino la mappa delle dipendenze in Europa» e a indicare «le misure e le strategie contemplate dall'Ue al fine di fornire una metodologia efficace al fenomeno». I due esponenti politici si sono anche concentrati sulla dipendenza da internet, compresa quella da gioco, chiedendo alla Commissione se «dispone di dati o studi scientifici specifici», se «è a conoscenza di terapie per la cura della dipendenza dalla rete» e se «dispone di dati in merito alla diffusione di questa patologia tra i cittadini europei».
Ma quale bilancio in materia di gioco si può tracciare della legislatura passata, quali previsioni e auspici si possono fare su quella che si sta per aprire, anche alla luce dell'imminente semestre di guida italiana del Consiglio europeo? Il sito gioconews.it l'ha chiesto ad alcuni tra gli eurodeputati italiani (alcuni in corsa anche alle prossime elezioni, mentre altri hanno ceduto il testimone) che sono stati più attenti, in questa settima legislatura europea, a questa specifica tematica.
«In questa legislatura il tema del gioco, possiamo finalmente dirlo, è diventato anche un tema europeo. Il rapporto Fox, approvato lo scorso maggio in Commissione Mercato Interno e a ottobre nella sessione plenaria di Strasburgo, pone delle regole europee, per la prima volta, sul gioco d'azzardo online», dice Cristiana Muscardini, vicepresidente della Commissione Commercio Internazionale.
Per Gianni Pittella (SeD), bisognerà vedere «se anche il tema del gioco online sarà presente tra le priorità dell'agenda della presidenza italiana. Quello dei giochi rappresenta un mercato di vaste dimensioni, parliamo di circa sette milioni di giocatori in tutta Europa. I servizi di gambling non sono regolati da una specifica normativa a livello europeo, ma a livello nazionale. Dobbiamo superare questa situazione.
Ma si privilegerà l'impostazione proibizionista di alcuni Paesi o quella permissiva di altri? «Io ritengo fondamentale garantire un equilibrio sostanziale, che permetta di prevenire gli abusi senza vietare nulla”. Lo afferma Lara Comi, eurodeputata Ppe, che spesso si è confrontata con il tema del gioco. «Soprattutto con l'online, proibire equivale a consegnare il mercato nelle mani degli operatori dei Paesi terzi, con il rischio di perdere il controllo su ciò che accade». Per Sergio Cofferati (Sed), «credo che per quanto riguarda il gioco d'azzardo, e in particolar modo quello online, in questa legislatura si siano sprecate delle importanti occasioni per fare un passo in avanti: più volte il Parlamento Europeo ha affrontato questo tema ma credo sia mancato il coraggio necessario per un salto di qualità nella discussione e nel ruolo che l'Unione Europea deve esercitare in questo settore». Chissà che una spinta in tal senso non arrivi dal semestre italiano di presidenza del consiglio europeo.