Resta solo Alonso Pronto l'aumento per tenerlo in rosso

Montezemolo prova a convincere Fernando La squadra: «Testa alta, pensiamo alla pista» E anche Marchionne incontra i due piloti

Parole, incontri, misteri, Montezemolo che il giorno dopo Monza e i disastri in pista vede Alonso a Maranello e lo abbraccia e gli parla e di sicuro prova a convincerlo a restare. E poi e di più, Marchionne che dopo il benservito dato allo stesso Montezemolo piomba a Maranello per altre cose, il cda Philip Morris, e però incontra Fernando e Kimi e fa effetto e fa pensare. Parole, misteri e in mezzo, triturata, indebolita, confusa, la Ferrari di F1 che è loro, ma anche nostra.

Intanto, nella tempesta, gli uomini di rosso vestiti fanno quel che possono per tenere dritta la barra e ripetono «a testa alta, dobbiamo rimanere così e lavorare e pensare unicamente alla pista». Solo che per farlo serve almeno un appiglio, qualcosa che non gli turbini intorno, che non fletta come palazzi durante un terremoto e questo può essere solo lui: Alonso. Che però sfoglia la margherita. Deciderà di fuggire via lontano per rifugiarsi fra le braccia accoglienti del colosso Honda che dall'anno prossimo motorizzerà la McLaren? Si turerà il naso, tornando nel team inglese dove, l'ha ricordato proprio lui a Monza, «nel 2007 avevo problemi con la gestione della squadra...»? Oppure deciderà di restare, di non guardare all'orologio biologico che gli dice hai 33 anni e il tuo ultimo mondiale l'hai vinto nel 2006.

Dopo le scuse a nome di tutti che lo spagnolo si è sentito in dovere di porgere domenica pomeriggio a Monza, «sono triste, mi dispiace per i tifosi, purtroppo non siamo riusciti a dargli niente» è chiaro che Fernando stia seriamente valutando il da farsi. I suoi uomini, sabato, scuotevano la testa domandandosi «perché Nando si ritrova sempre in situazioni così ingarbugliate?». Questo mentre altri uomini, quelli della Rossa, dicevano che sì, è vero, i contratti si fanno e si disfano, ma giuravano anche che le clausole per una risoluzione anticipata sarebbero state costosissime per l'iberico. Vero ma vero anche che i giapponesi vogliono un super team in McLaren proprio con Alonso e Vettel.

A questo punto però la Ferrari è pronta a tutto per tenersi stretto il ragazzo. Magari ad alzare quel tanto lo stipendio per i due anni restanti. Negli ultimi giorni Fernando aveva infatti cambiato discorso: fino alla vigilia di Monza aveva lasciato intendere che la trattativa fosse sull'estensione oltre la naturale scadenza di fine 2016. Durante Monza ha cominciato a spiegare «vorrei restare almeno i due anni che rimangono di contratto...». Significa che non si ragiona più su come allungare il matrimonio, ma se portarlo avanti.

E fin qui siamo alla questione piloti. Meglio dire pilota: perché Raikkonen, nonostante Marchionne, da Cernobbio, l'avesse citato dicendo «abbiamo in squadra due campioni del mondo e non vinciamo...», Kimi oggi è tutto tranne il campione che era. Quanto al management che sarà, il nome più eccitante in ballo è quello di Ross Brawn che però ha vinto tutto quando era in rosso con Schumi e rivinto tutto con la Brawn Gp nel 2009 e guadagnato un centinaio di milioni vendendo il team alla Mercedes. Per cui ha molto da perdere e poco da guadagnare tornando in Rosso. Anche se, per competenza in F1, in caso di un'implosione manageriale a Maranello, sarebbe l'unico in grado di prendere pronti e via le redini di un team da rifondare.

Più probabile e auspicabile che l'implosione non ci sia, che a Marco Mattiacci, l'attuale team manager, venga lasciato il tempo di portare avanti il progetto «per riavere una Ferrari dove le compete» è il suo leit motiv. L'uomo ha le idee chiare, ha subito individuato nell'inglese James Allison il direttore tecnico factotum della squadra, incoronandolo a futuro nuovo Ross Brawn. Non solo. Di Mattiacci si parla anche come futuro Ad Ferrari. «Non ne ho l'intenzione» ci ha detto, «ma da uomo che deve tutto alla Ferrari, sono sempre pronto a ricoprire qualsiasi ruolo».

Nel marasma di questi giorni, resta, come anticipato dal «Giornale» la scorsa settimana e come la visita di ieri a Maranello fa presagire, l'ipotesi in futuro di un Marchionne presidente ad interim della Rossa pronto poi a lanciare l'attuale Ad di Maserati e Alfa Romeo, Harald Wester. Nel marasma emerge però una sola certezza: al momento, l'unico in grado di convincere Alonso a restare si chiama Montezemolo.