Resurrezione Razzoli, sul podio dopo 4 anni

Ci sono giornate che, da sole, valgono più di anni interi. Ci sono gioie che, in un attimo, cancellano mille delusioni e ore, mesi, stagioni di sofferenza. Il podio conquistato ieri da Giuliano Razzoli nello slalom di Kranjska Gora, ultima gara prima del gran finale di coppa del mondo da mercoledì a Meribel, vale tanto e ha regalato una gioia enorme (e commovente) all'emiliano e a chi da sempre crede in lui. Le cadute, gli errori, i risultati che non arrivavano, i numeri di partenza che salivano, gli acciacchi fisici, le critiche, le insinuazioni, i soprannomi ironici affibbiati da gente che di sci capisce poco o niente… tutto alle spalle in una mattinata radiosa che ha visto Giuliano dare lezione di tecnica, freddezza e controllo.

Secondo alle spalle del fenomeno norvegese Henrik Kristoffersen, dieci anni e una ventina di chili in meno, sul podio per la nona volta in carriera (oro olimpico compreso), un podio atteso da quasi 4 anni: «Me lo sono sudato e me lo merito, è la ciliegina sulla torta nella stagione della rinascita, credo di aver riaperto un ciclo e sono davvero fiducioso per il futuro. Non ho mai mollato perché sono un testone, lo avrei fatto solo se mi fossi reso conto che i risultati non arrivavano perché pur dando il massimo non ne avevo più. Ma invece non era così, perché negli ultimi anni qualche intoppo c'era sempre: dopo aver risolto i problemi di materiale (scarponi cambiati, ndr) sono arrivati gli acciacchi, l'ultimo al tendine rotuleo la scorsa estate: non mi sono potuto allenare come avrei voluto, ma poi appena la stagione è iniziata ho ritrovato la mia sciata, fatta di finezza, e non ho mai smesso di crederci». Conquistati i piazzamenti necessari per partire con numeri bassi, fondamentali in slalom, Giuliano ha ricominciato a pensare in grande, a puntare alla vittoria. Ieri è sfuggita per 24/100 perché Kristoffersen si è inventato una seconda manche da favola (nella prima era alle spalle di Giuliano, che davanti aveva solo Hargin, poi finito terzo), ma domenica prossima ci sarà un'altra occasione, l'ultima dell'inverno. E se molti occhi saranno puntati sulla sfida per la coppa di specialità fra Hirscher e Neureuther, ieri sesto e nono, delusissimi, non perdiamo di vista il nostro Razzo e nemmeno Thaler e Gross, gli altri due azzurri qualificati che ieri, dopo il 5° e 6° posto a metà gara, hanno purtroppo commesso lo stesso errore finendo nelle retrovie.