La ricetta di Strama contro la sfortuna «Tutti daremo di più»

"È impossibile recuperare Palacio contro la Roma. Non mi arrendo, mi aspetto passi avanti nel gioco"

Appiano Gentile - «È finita? Non se ne parla proprio». Cosa poteva rispondere Stramaccioni a dieci giorni da una semifinale di coppa Italia e a un mese dall'ultima di campionato? Che ha già svitato i bulloni e s'è infilato le infradito?
Non era nè serio nè preoccupato. S'è chiesto chi siamo dopo aver letto che Palacio lo sta preparando per la Roma, e ha anche parlato di Tommaso Rocchi come si fa di uno che è bravo, si impegna, lavora e s'è visto niente ogni volta che l'ha chiamato: «Comunque adesso con tutti questi infortuni vedrà crescere il suo minutaggio». Detto con malcelata preoccupazione: «Lo schiero? Non so se dal primo minuto, con Cassano abbiamo una punta che gioca spalle alla porta, con Rocchi un uomo d'area». Zero gol, pali o traverse, zero assist, 203 minuti fra campionato e coppa Italia, gli ultimi undici con la Juventus senza arrivare neppure nei pressi della palla. «Uno o l'altro? Magari gioco con due». Qualche brivido. Non è finita e non se ne parla proprio ma a Genova l'Inter ha vinto e ha giocato male, dai, l'ha ammesso perfino lui: «Adesso un passo avanti me lo aspetto anche nel gioco». Esattamente sette mesi fa l'Inter vinceva il derby e la gente la iscriveva alla lotta per lo scudetto. Davanti Milito e Cassano, in panchina Palacio, c'era Livaja. In mezzo concorrenza spietata, Alvaro Pereira, Mudingay, Alvarez e Coutinho non riuscivano a scalzare Zanetti, Cambiasso, Gargano, Nagatomo e Guarin, con Sneijdere Stankovic infortunati. Dietro a tre, Chivu e Silvestre fuori. Grande gruppo, rincalzi di prima fascia, questo si diceva e si scriveva. Adesso è svaporato anche il credito e Moratti sta rivedendo le sue certezze ma Strama ripete che non è finita e gli riesce facile difendere tutti: «Ma come si fa a scrivere che cerco di recuperare Palacio per il ritorno di coppa Italia con la Roma? Nessuna illusione. E non mi risulta assolutamente un nuovo consulto, la diagnosi è fin troppo chiara. Una lesione di secondo grado prevede uno stop molto lungo, è grave. Manca poco più di un mese alla fine del campionato, non do una data del suo rientro, è compito del dottor Combi, so che è certamente una brutta tegola». Secondo brivido, ci sarà Rocchi lì davanti prima o poi, alla ricerca dell'ultima volta in gol, 1° febbrio 2012, 14 mesi, e la centesima rete da centrare.
L'Inter a Bergamo ha perso, è iniziato tutto quel giorno, 11 novembre 2012 dopo dieci vittorie consecutive, poi solo sprazzi, folate, e tante legnate: «Adesso però la squadra sta bene, dopo Tottenham, Juventus e Sampdoria è in netta ripresa. Affrontare l'Atalanta non sarà facile perché è in una situazione psicologica molto buona. Ma noi abbiamo grande voglia e grande rabbia. I ragazzi sono carichi, qui nessuno ha perso fiducia. Abbiamo bisogno del sostegno della nostra gente che sicuramente ha capito e ci starà vicino. Ci sono scontri diretti in questa giornata che ci potrebbero dare una mano in caso di vittoria. Mai arrendersi alla sfortuna, non lo facciamo. Abbiamo perso un terminale offensivo, ma la struttura della squadra è solida e abbiamo tutto per tornare a fare sul serio. Sono sicuro che la nostra rabbia porterà frutti. Adesso dobbiamo dare tutti un po' di più, perché in situazioni d'emergenza si fa così».
Anche Rocchi? « Sono sicuro che se lo chiamo si farà trovare pronto». É il mantra dopo l'nfortunio di Palacio.