Riecco Tania&Francesca un argento oltre le lacrime

Cagnotto infinita, sul podio da 5 mondiali: "La medaglia più desiderata". Anche la Dallapè può dimenticare Londra: "E ora penso alla luna di miele"

É rispuntato quel sorrisone che vale più di una foto osè su Playboy: bella così Tania Cagnotto. Sul podio e con un medaglione argento al collo. Sincro che più sincro non si può con Francesca Dallapè, che quest'anno è andata all'altare con Manuel ma non smette mai di essere compagna di avventura di Tania in quell'equilibrismo nell'aria che sono i tuffi del sincronizzato da 3 metri. Davanti a loro le cinesi, dietro le lacrime di Londra, giochi Olimpici, una medaglia perduta per un nonnulla e la certificazione di una ingiustizia della giuria. Forse l'occasione che non tornerà. Ricordo che le ha macerate e magari spinte per qualche attimo a mettersi di spalle al trampolino. Londra grigia e indecente ha raccolto tutte le lacrime della Cagnotto, che perse pure la medaglia individuale, splendida grande atleta anche se in formato pocket. Quei giorni la prosciugarono dentro, così come il sole della piscina municipal del Montjuic, lo splendido scenario che dipinge le cartoline dal trampolino, le ha riempito il cuore. «Ogni tanto serve affrontare le gare senza pressione. Pare che funzioni», dice lei risfoderando il viso di una ragazza tornata felice nel suo sport.

Quest'anno Tania si è dedicata alla Tv, ed ha vinto pure davanti alla telecamera. Ha posato per Playboy togliendosi qualche sfizio sul suo essere top anche nel fisico. Ha ricominciato con il “su e giù“ dal trampolino andando a conquistare la medaglia di campionessa d'Europa in maggio a Rostock, sempre insieme alla Dallapè: in due hanno intascato cinque ori in cinque edizioni consecutive. Niente male, il segnale di una sovranità assoluta nel vecchio Continente. Poi certo, c'è il mondo, la muraglia cinese che nessuno scalfisce, la possibilità di essere prime fra le terrestri. «Ma ora posso godermi la luna di miele serena. Andrò prima a New York e poi in Polinesia francese», ha fantasticato Francesca.

Ce l'hanno fatta anche stavolta, doppiando l'argento del 2009 a Roma. Tania e Francesca portano la prima medaglia all'Italia in questi mondiali. Barcellona, dieci anni dopo, ha pagato il suo pegno a quella ragazzina che finì fuori dalla piattaforma dei 10 metri ed anche dalla finale del trampolino da tre metri. Tania aveva diciotto anni e da allora cominciò il giro del mondo dei podi: bronzo da 3m a Montreal 2005, Melbourne 2007, Roma 2009 (oltre all'argento nel sincro), bronzo da un metro a Shanghai 2011. Non c'è atleta nella federazione italiana del nuoto che abbia raccolto cinque medaglie in cinque diversi mondiali. Ricordiamocene quando ci sciogliamo per la Pellegrini. Tania ha trovato atlete e giurie anche più dure da combattere e battere: «E questa è una delle medaglie più belle e soprattutto più desiderate. Ora meglio non pensare ai Giochi di Rio. Vedremo anno per anno».

Ieri Tania e Francesca hanno vissuto il brivido dello star davanti al mondo, ma soprattutto alle cinesi, nel primo tuffo di finale: 54 punti contro il 53,40 di Wu Minxia e Shi Tingmao. Wu Minxia è la regina delle regine, così regale nel suo tuffarsi come in quello sguardo che sembra distaccato dal mondo. Dice la cronaca che questo potrebbe essere il suo ultimo mondiale, dopo aver sempre vinto ori (olimpiadi comprese) dal 2001 ad oggi. A Londra ha vinto l'oro per la terza volta di fila nel trampolino sincronizzato da tre metri, eppoi l'oro nell'individuale. Solo dopo le vittorie i dirigenti cinesi e il padre le svelarono che la nonna era morta l'anno precedente e la madre era affetta da cancro. Tosta.

Tania e Francesca hanno infilato una serie di tuffi sempre d'eccellenza, replicato la prova dei preliminari (seconde dietro le cinesi) non sono state mai lambite dalla canadesi (terze) o dalle malesi, hanno visto filare via le cinesi: alla fine 31 punti di distacco (307.80 contro 338.40). «Eravamo davanti al primo tuffo e ci siamo dette, chi ben inizia...». Appunto: meglio finisce. Non sempre è una regola. Ma Tania nella sua dolorosa espiazione post londinese ha trovato l'antidoto: «Alla vigilia parlavamo di casa e cucina», ha raccontato Oscar Bertone, suo allenatore quest'anno insieme a papà Cagnotto. E Tania sfogliava riviste per arredare la nuova casa. La vita non è solo un trampolino.