Il rigore «a due» di Messi per Suarez più genio che offesa

Tony DamascelliBarcellona-Celta Vigo, rigore per i catalani, sul dischetto si presenta Messi, tocca appena il pallone, in avanti, sulla propria destra, spunta Luis Suarez, calcia, gol. Scoppia la rivolta dei moralisti, Messi ha finito di essere un campione, non può essere un esempio per i bambini; Suarez, poi, oltre a essere un vampiro è anche uno sfruttatore. Non si fa così, vergogna. Abbiamo svoltato, ormai non c'è limite all'ipocrisia. Ma perché? Ma dove? Dove sta l'umiliazione? Dove la slealtà? Forse non è ugualmente sleale il famoso cucchiaio? (lo chiamiamo così soltanto noi, per il resto del mondo calcistico è rigore alla Panenka, in memoria del cecoslovacco che così calciò, facendo fesso Sepp Maier, e decise la finale dell'Europeo del '76 contro la Germania Ovest). Non è truffaldino il tunnel? Il pallonetto o sombrero (sull'avversario in corsa)? La vaselina (relativo al tocco del pallone che va sulla testa del portiere)? E' tutta roba, questa, che fa parte del gioco, della genialità, dell'arte di chi sa toccare il pallone, che ha sensibilità di piede e fantasia di cervello, con la spudoratezza che accompagna lo sport, qualunque (il pugile che invita l'avversario a colpirlo). La slealtà sta altrove, nella simulazione, nella perdita di tempo, nei comportamenti vigliacchi, razzisti, volgari. Il rigore a due è un gioco che ha il sapore dell'infanzia, una combinazione perfida che provoca incazzature ma non è affatto disonesta. E poi il rigore a due non è stato inventato a Barcellona. E' la tv a ingigantire una situazione già vista e passata agli archivi, vecchia di quasi sessant'anni. In principio fu Belgio-Islanda del Cinquantasette e le due nazionali si giocavano la qualificazione al mondiale. Finì 8 a 3 per i belgi ma sul 6 a 1 l'arbitro fischiò un rigore contro gli islandesi. Sul dischetto di presentò Rik Coppens. Toccò il pallone verso destra mentre accorreva il suo sodale André Piters, il quale ricambiò il regalo e Coppens mise in porta, tutto in secondi 2 e decimi 35, cronometrati. Un mese prima ci aveva provato l'irlandese di Belfast Danny Blanchflower, durante Irlanda del Nord-Portogallo. Fu Jimmy Mcllroy a passare il pallone al collega Blanchflower che però era partito in anticipo, aveva già un piede in area di rigore, dunque il suo gol venne annullato, senza ricorrere alla moviola, bastò l'arbitro. In elenco anche un duetto Cruyff-Jesper Olsen in Ajax-Helmond. Da segnalare la gag tra Pires e Henry in Arsenal-Manchester City: Pires si presentò al tiro, fintò di toccare il pallone, lo toccò appena senza che questi facesse la regolamentare rotazione, il suo socio Henry, sopravvenuto di corsa, si fermò per l'equivoco, quelli del City portarono via la palla infuriati e l'arbitro fischiò la ripetizione del penalty. Rififì fasullo. Roba vera quella del Camp Nou. Il resto è per chi non ama il calcio e, soprattutto, non lo capisce. E sono moltissimi.