La rimonta di Venezia ha il sapore di scudetto. Che beffa per Trento

Basket, domani il primo match point. Il sorpasso di Bramos a 6'' dalla fine vale il 3-2. I veneti avevano inseguito per tutta la partita

Il migliore, Hogue, sbaglia i tiri liberi, il peggiore, Bramos segna da 3: la Reyer vince 65-63 dopo aver inseguito tutta la partita, si porta in vantaggio nella serie scudetto, scopre tardi la sua anima, ma in tempo per raccogliere i resti di Trento, bella per 38 minuti, in apnea nella fase decisiva perché con 7 uomini non reggi una finale da film tipo quello che in questo modo si uccidono anche i cavalli. Crudeltà e meraviglia di una serie dove la palla è sapone, dove non tutti hanno talento, ma dove decide il cuore e il basket ringrazia gli attori, senza rimpianti.

Per Trento era il generale Craft, 16 punti, 5 assist +23 di valutazione, a far correre la macchina che vive di carica elettrica e se manca quella, per sfinimento, anche dell'Arsenio nato in Ohio, perdi tutto quello che c'era sul tavolo. Diversa la notte al casinò per la squadra di De Raffaele che ha trovato le puntate giuste quando ha messo in campo Ress, il veterano, il trentasettenne delle 8 finali, il primatista italiano con di sfide del genere, quando ha incollato Tonut a Craft. Venezia che era andata sotto di 10 a metà gara (28-38) trova i gondolieri per andare oltre le barriere e l'acqua alta creata dalla difesa di Trento, il vero capolavoro dell'allenatore Buscaglia che Ettore Messina, in chiusura del ciclo con la nazionale dopo l'europeo, vedrebbe bene come suo sostituto.

Certo ha vinto tatticamente ancora lui, ma il suo avversario è stato davvero bravo a cercare e trovare gli uomini per l'assalto decisivo per risalire dal meno 12 all'inizio del terzo quarto, per recuperare un meno 9 a 5'31 dal gong. Haynes con la fantasia e i 13 punti che hanno cambiato la notte dell'incubo, poi quel finale con Hogue, 17 punti, 5 rimbalzi ma un letale 0 su 4 ai liberi e la trovata del greco Bramos, un grande tiratore che nei play off aveva fatto spesso partitacce, ma ha scelto la maledetta domenica per trovare il sestiere giusto, il tiro da 3 dopo un 1 su 5 deprimente che ha deciso una partita giocata sotto il tetto soffocante del Taliercio di Mestre.

Ora la Reyer dovrà guadagnarsi la partita scudetto domani sera sul campo di Trento, ma con la mente più libera perché se dovesse andare male avrà sempre il fattore campo nella notte delle notti giovedì prossimo quando non ci sarà domani.

Su Trento che anche ieri ha camminato sull'acqua, quasi un miracolo, non riusciamo più a trovare aggettivi.

Comunque vada saranno queste le Aquile da ricordare. Per la Reyer, anche davanti ai peccati in gara 4 quando aveva in mano un'avversaria che sembrava sfinita, anche se qualcuno pensa che siano come quei miracoli della natura che in laboratorio non riesci mai a distruggere, anche davanti alla serata in occhiali scuri di ieri che poteva metterla sotto schiaffo, bisogna dire che esistono nel gruppo quelli che hanno capito cosa vuol dire duri i banchi. Era l'incitamento per i rematori, anche se in catene come contro Trento. Ress e De Raffaele sono la garanzia, Tonut il giovane interprete per una storia che è il futuro della vecchia Reyer campione soltanto prima dell'ultima guerra.