Rio de Janeiro non è sicura neanche durante le Olimpiadi

Banditi armati sono riusciti a dirottare un autobus con 40 persone a bordo, rapinando tutti i passeggeri e attraversando l’intera città. Se fosse stato un terrorista si sarebbe potuta ripetere la strage di Nizza.

Un pullman a Rio de Janeiro durante le Olimpiadi

L'intero imponente apparato di sicurezza messo in campo per le Olimpiadi - come i militari per le strade, gli uomini della Forza Nazionale e gli oltre 3.500 agenti aggiuntivi della Polizia Militare - non si sta rivelando sufficiente per inibire i criminali che terrorizzano le strade di Rio de Janeiro. Da quando sono arrivate le delegazioni olimpiche e le squadre di giornalisti i casi di rapine e di scippi non fanno che aumentare. Più di una troupe di giornalisti stranieri è stata rapinata per le strade di Rio. Addirittura una giornalista australiana di “Canal 9”, Christine Ahern, è stata aggredita da un trans mentre faceva un servizio dalla spiaggia di Copacabana, e salvata solo grazie alla prontezza di riflessi del suo cameraman, che peraltro si è beccato un mattone sulla testa. Negli ultimi dieci giorni, un gruppo di uomini armati ha realizzato un “arrastão”, ovvero una rapina collettiva a tutti i passanti, nella Rua Paysandu, la strada di fronte al Palazzo Guanabara, sede del governo dello stato di Rio de Janeiro. Un secondo arrastão è stato realizzato nel Viadotto Paulo de Frontin, che collega la parte meridionale con quella settentrionale della città. Ma oggi i criminali di Rio hanno alzato il tiro: l'obiettivo è stato un autobus di linea che partiva dal quartiere di Fundão, vicino all’aeroporto internazionale del Galeão “Antonio Carlos Jobim”, principale porta d’accesso alla Cidade Maravilhosa e uno dei punti più sorvegliati della città. Da questo aeroporto sono sbarcate le delegazioni olimpiche sotto la scorta dei fucilieri di marina brasiliani.

L’episodio si è verificato alle 15:50 circa. Due uomini armati sono saliti sul bus della linea 485 (Olaria-Copacabana), di fronte al campus dell’Università Federale di Rio de Janeiro (UFRJ), fingendosi normali passeggeri. Immediatamente hanno annunciato che era una rapina, assumendo il controllo del bus, dirottandolo e prendendo in ostaggio i 40 passeggeri che erano a bordo, tutti rapinati. Mentre uno dei due teneva l’autista sotto tiro con una pistola, l’altro passava tra i passeggeri, terrorizzati, e raccoglieva i loro effetti personali. Non contenti, i due banditi hanno costretto l’autista a percorrere oltre 9 km fino alla Lagoa Rodrigo de Freitas, dove sono tranquillamente scesi senza che nessuno li arrestasse.

Secondo alcuni testimoni, i banditi si preparavano a scendere a São Cristóvão, ma vedendo una vettura della polizia sul posto hanno ordinato all’autista di deviare dal percorso normale e attraversare il Túnel Rebouças. Il tutto, ovviamente, senza che nessuno tra militari, agenti di polizia o uomini della forza nazionale si accorgesse che qualcosa non andava.

Se l’autobus invece di girare per la Lagoa Rodrigo di Freitas avesse proseguito fino a Copacabana, a pochi metri dal Túnel Rebouças, e se al posto di due banditi cariocas ci fosse stato un terrorista come Mohamed Lahouaiej Bouhlel, l’autista del camion della strage di Nizza, probabilmente oggi piangeremmo decine di vittime sulla spiaggia più famosa del mondo.