"Rischio Cardiff" per gli azzurrini Troppa fiducia come la Juventus

La grande protagonista del «day after», nel ritiro di Cracovia, è la calcolatrice. L'under 21 si interroga sul suo futuro che a questo punto è appeso a una serie di variabili. E c'è da rompersi la testa. L'unica cosa certa è che domani sera dovremo battere la Germania e tifare per la Danimarca contro la Repubblica Ceca.

Se i danesi, già eliminati, riuscissero a non perdere all'Italia basterebbe battere i tedeschi con qualunque punteggio perché a pari punti conterebbe lo scontro diretto. Altrimenti, in caso di volata a tre, i calcoli sarebbero molto più complicati. In questo secondo caso a contare sarebbe la classifica avulsa, cioè le sfide tra le prime tre con tanto di differenza reti. E noi dovremmo battere la Germania almeno 3-1 per essere sicuri del primo posto, oppure almeno 2-0 per poi sperare di essere ripescati come migliore seconda.

Obiettivamente non è una bella situazione. Anche perché l'Italia vista nelle prime due partite alla Germania può fare solo il solletico. Non è tanto un problema di uomini (Di Biagio ha difeso il turnover nonostante i tre schiaffoni presi da Schick e compagni) quanto di condizione generale e forse anche di presunzione. La lunga vigilia degli azzurrini è stata accompagnata da un ottimismo che col senno di poi dobbiamo definire eccessivo e che un po' ricorda quello che si respirava in casa Juve prima della finale di Cardiff.

«Aspettiamo a essere pessimisti - ha detto ieri il presidente del Coni Malagò -, però contro la Germania i ragazzi devono tirare fuori una prestazione maiuscola perché l'eliminazione sarebbe una doccia gelata in considerazione delle aspettative che c'erano». E Lorenzo Pellegrini, parlando a nome della squadra, ha confermato di esserne consapevole: «Abbiamo una voglia incredibile di andare avanti, coi cechi abbiamo creato 7-8 occasioni da gol mentre loro ne hanno fatti tre con tre tiri. Dovremo essere più cinici e cattivi, dipende ancora tutto da noi».

Domani dovrebbero rientrare dal 1' Caldara, Gagliardini e Barreca, ma è dai giocatori simbolo come Donnarumma, Rugani, Berardi e Bernardeschi che ci si aspetta un cambio di marcia. Se sono davvero la meglio gioventù d'Europa è arrivato il momento di dimostrarlo.

Commenti
Ritratto di giovinap

giovinap

Ven, 23/06/2017 - 10:35

diciamola tutta ! no "troppa fiducia come la juventus" ma "troppo montati come la juventus"