La rivincita di Daisy: il suo disco va in finale Chiappinelli è bronzo

La Osakue si mette alle spalle la paura per l'uovo in faccia. E il siepista è terzo a sorpresa

Oscar Eleni

A spasso per Berlino con Daisy, Fausto,Gimbo il Chiappinelli favoloso bronzo dei 3000 siepi, quattro atleti della spedizione italiana che ieri ci hanno fatto invidiare soltanto un po' meno i grandi nuotatori della spedizione azzurra a Glasgow.

Per Daisy Osakue l'uscita dall'incubo danzando sulla pedana delle qualificazioni nel lancio del disco. Serata magica anche per Faustino Desalu in una grande finale europea dei 200 dove ha frantumato con 2012, secondo italiano di sempre dopo Mennea, il suo record personale, giovane talento che può accontentarsi del sesto posto nella corsa che ha consacrato l'azero di Turchia Guliyev vincitore in 1976, 4 centesimi dal Mennea favoloso nell'altura del Messico, nettamente davanti al giamaicano d'Inghilterra Mitchell Blake (2004) e al giamaicano di Svizzera Wilson che ha fatto il record elvetico con 2004 stesso tempo dell'inglese. Come dopo il mondiale vinto a Londra riceverà i complimenti di due presidenti quello della sua patria nuova, la Turchia, e quello delle sue origini, l'Azerbaigian.

Bel tramonto berlinese anche per Gimbo Tamberi che le qualificazioni nel salto in alto, lui leone da battaglia, matador per arene dove ci si gioca tutto, le ha sempre considerate come l'olio di ricino. Gli è bastato superare 2.25 alla seconda prova per andare nella finale di domani. Cosa che purtroppo non potrà fare Fassinotti rimasto a 2.21.

La giornata si era aperta bene con Daisy Osakue che però prima di poter danzare ha dovuto litigare ancora un po' con il mondo così come aveva fatto con quei vigliacchi che le avevano rovinato un occhio tirandole delle uova. Anche a Berlino non è stato facile chiedere giustizia per questa ragazza nata a Moncalieri e che adesso vive in Texas all'università di San Angelo. Dopo il primo nullo evidente aveva fatto atterrare il disco oltre il limite di qualificazione a 58.73, ma un giudice voleva annullarlo perché secondo lui aveva sfiorato il cordolo della pedana. Per fortuna la Var atletica ha risolto tutto in una mattinata che ha fatto diventare dolcissima l'esordio euro di questa ventiduenne di origini nigeriane che ne aveva viste anche troppe nella sua vita fino a quando quelli dell'atletica l'hanno rubata al tennis e Maria Marello, ex discobola, insegnante, l'ha portata in pedana. Da quel giorno si è sempre migliorata e sui campi americani, assistita dal giovane tecnico Janusey ha raggiunto i 59.62. Niente in confronto alle avversarie che troverà domani nella finale, ma per lei era importante scalarla questa montagna, lancerà e cercherà d'imparare.