La rivincita di LeBron James:a Miami trova il primo anello

I Miami Heat hanno conquistato il titolo di campioni NBA battendo gli Oklahoma City Thunder per 4-1, chiudendo le finali con il netto 121-106 in gara 5

Miami -  Era unico, ora è anche primo, LeBron James, finalmente vincitore del titolo Nba (4-1 su Oklahoma City), alla terza finale disputata, ed è come se l'avesse vinta lui, perché tutti i tentativi (suoi) di deviare verso i compagni di squadra le attenzioni sono stati vani. Andando a Miami nell'estate del 2010, con “La Decisione” (sì, maiuscolo) annunciata in uno speciale tv con intervistatore prezzolato, James si era giocato una quantità immensa di simpatie.

Troppo bravo, troppo forte, troppo tutto, ma non sembrava mai spaccare il mondo nei momenti decisivi, accuse spesso faziose e maligne, ma sempre più diffuse. Se l'è cercata, non se n'è mai pentito e questa volta ha dominato, riconoscendo di avere giocato con "amore", invece che con l'odio dello scorso anno. Tradotto: è andato in campo per vincere, non per dimostrare qualcosa.

E l'ha fatto, vincendo il primo titolo a 27 anni e sette mesi, un anno prima di Michael Jordan, che però ci arrivò in otto stagioni, mentre LeBron ce ne ha messa una in più, nove. È evaso finalmente dalla prigione psicologica in cui si era fatto rinchiudere, ma al primo passo falso i gendarmi, senza cuore, riprenderanno la caccia.

Commenti

DocJ#6

Sab, 23/06/2012 - 12:02

Mai anello fu più meritato. Mancava solo che pulisse i vetri del palazzetto e avrebbe fatto tutto: ha portato la palla, preso i rimbalzi, difeso, segnato, e per fortuna ha trovato Bosh che gli ha dato una mano all'ultimo. Non sei ancora nell'olimpo dei giocatori da amare incodizionatamente LeBron (con Magic, Erving, Kareem, Jordan, Kobe) ma sei tanto tanto forte. Tanto di cappello a Miami dunque, la cui vittoria fa splendere ancora di più la finale di conference raggiunta dai miei Celtics. Kevin Durant e Russel Westbrook sono giovani e da questa sconfitta potranno solo impararare. Il futuro è loro.