Rivoluzione gentile ad Appiano Così Zhang jr cambierà l'Inter

Il giovane Steven è l'uomo chiave di Suning a Milano Cortesia cinese, ma è cresciuto dove ha studiato Trump

Zhang Jindong, 53 anni, presidente del Suning Holding Group

Milano - La rivoluzione gentile di Steven Zhang sta facendo sognare l'Inter. E' il figlio del patron di Suning, Zhang Jindong, l'uomo forte del nuovo corso. A lui il padre ha affidato l'Inter che rappresenta la porta attraverso la quale entrare in Europa con il marchio di famiglia. Responsabilità enorme per un gruppo dalle risorse economiche incredibili. E il biglietto da visita di Steven sta conquistando interlocutori a ogni livello. A impressionare è la personalità di questo ragazzo di appena venticinque anni, compiuti il 21 dicembre, a cui sono bastati pochi mesi per mettersi alla guida dell'Inter. All'inizio ha tenuto un profilo basso ma alla prima crisi coincisa con l'esonero di Frank De Boer e il cambio dell'amministratore delegato, si è fatto trovare pronto.

Steven ha seguito personalmente il "casting" per l'allenatore e non ha più mollato le redini del club come conferma il fatto che ormai è lui a "tenere" le riunioni. In piena filosofia Suning fissa gli obiettivi da raggiungere e vuole sempre il risultato. Semplice e determinato, duro se serve. Una determinazione che non è sfuggita a chi in questi mesi ha avuto modo di averci a che fare. Tutti convinti di trovarsi di fronte a un talento. Massimo Moratti e Marco Tronchetti Provera non hanno esitato a indicare in Steven «l'uomo giusto di Suning che doveva stare a Milano». Lui ha ascoltato il consiglio senza lasciare nulla al caso. A partire dalla scelta della casa: ha pensato a una villa sul lago di Como, vicina alla Pinetina, ma alla fine ha puntato su una casa nel cuore di Milano. E così si è formato il suo personale triangolo: Appiano-casa-lavoro. Il suo ufficio è al quinto piano della sede del club, ma non si isola e ai suoi collaboratori capita di incrociarlo da solo in ascensore e di essere invitati a mangiare un panino insieme in pausa pranzo. In questo, sempre più milanese. La predilezione resta per la cucina cinese ma ha chiesto comunque consiglio per un paio di ristoranti italiani. Dove magari trascorrere qualche serata con il braccio destro, il fondamentale Liu Jun, oppure con il gruppo di amici cinesi che lo accompagna sempre.

Steven è riservato, ma non chiuso. La passione per le macchine sportive, una preferenza per le Ferrari, social ma senza esagerare, quanto basta per rimarcare il senso di appartenenza all'Inter. I colori nerazzurri non mancano mai. Nei suoi discorsi fa spesso riferimento al concetto di famiglia, al dare tutto per la causa, che poi sono i valori fondanti di Suning. Colpisce per la velocità di pensiero. Individuata la direzione giusta ci va deciso che è poi il valore aggiunto di Suning: capire cosa vuole il cliente e aprire venti negozi in un mese. Un esempio può essere il naming dei centri d'allenamento della Pinetina e di Interello: detto e fatto. Si informa, chiede spiegazioni sempre con un approccio improntato al rispetto: «In Cina facciamo così, ma aspetto una vostra proposta», ripete spesso ai suoi. Dà suggerimenti senza imporre, anche se alla fine è fermo nel prendere le decisioni. Lavoro e risultati, in questo assomiglia molto a suo papà.

Con la preoccupazione di far sempre bella figura. Un esempio: alla vigilia di incontri importanti ha sempre chiesto se fosse necessario fare regali. La generosità è un altro valore del gruppo Suning che ha istituito la giornata della solidarietà il 26 dicembre. Quest'anno l'Inter ha partecipato donando maglie autografate dei giocatori. Steven punta molto sulla comunicazione, capisce e parla inglese benissimo, qualche parola di italiano. Impara in fretta, ha la curiosità di conoscere città e cultura diversa. La formazione scolastica nei migliori istituti americani, tra questi la Wharton School dove ha studiato anche Trump, e le prime esperienze lavorative in Morgan Stanley, hanno esaltato le sue capacità e predisposto alle abitudini occidentali. Un manager multitasking con una visione globale. Come sullo stadio. Da subito Suning ha detto di voler rimanere a San Siro, ma la priorità non è l'acquisto dell'impianto. Il gruppo cinese vuole rendere sempre più ospitale il Meazza e fare della zona attorno il centro nevralgico, il punto di partenza dell'espansione del marchio. Particolare attenzione al mercato immobiliare, ma il gruppo cinese non nasconde il suo interesse anche per tutto quello che riguarda il mondo dei diritti televisivi.

Già, il calcio. Emblematico il rapporto con Stefano Pioli: c'è un dialogo quasi quotidiano in cui Steven punta a far sentire la vicinanza della proprietà, soprattutto di quel papà «che fa l'alba in Cina per vedere le partite». Almeno un paio di volte a settimana sale alla Pinetina, ha già sfidato anche la nebbia per seguire a bordo campo qualche allenamento. Sempre nel rispetto di ogni ruolo. E il suo nel 2017, che si preannuncia l'anno della svolta «per fare dell'Inter il miglior club del mondo», potrebbe essere quello di presidente. Sarebbe il più giovane della Serie A. Normale per Steven Zhang che è sempre un passo avanti.

Commenti

delio100

Ven, 30/12/2016 - 17:25

Questi Cinesi del Milan, sento parlare di cordate,quando si parla di cordate, di sicuro ce dietro la truffa, sul versante Inter non sono rose e fiori, hanno un punto di riferimento,ma si sta spandendo a macchia d'olio nella società,quella di cambiare nome alla pinetina fatta in onore di Angelo Moratti, mi sembra proprio una cafonata