ROBERTO DURAN STORY Mani di Pietra così leggendarie

L'ambizione di essere “leggenda“ ha attraversato tanti campioni dello sport ed anche un manipolo di pugili. Roberto Duran lo dichiarò senza mezzi termini. «Esiste solo una leggenda. E quella leggenda sono io». E fece di tutto per non smentirsi. Campione che ha illuminato Panama, indiavolato combattente, straordinario peso leggero quanto nessun altro, poi avversario per tutte le ragioni. Lo chiamavano “Mani di Pietra“ e non smentì l'appellativo. Provò arte ed eccessi contro i campioni del suo tempo. Passò dal fatidico “no mas“ contro Sugar Ray Leonard al patetico “uno mas“ ancora contro Leonard. Incrociò Marvin Hagler e Thomas Hearns, Wilfred Benitez e Pipino Cuevas. Incrocio di talento e brutalità, trionfi, cadute e riscatti. Lo racconta, con precisione cronistica e cura dei particolari, Christian Giudice in «Mani di pietra» (Castelvecchi ed., euro 19,50). Anche su carta Roberto Duran non tradisce le emozioni.RiSi