Rodriguez immenso: bis sui Pirenei Nibali all'attacco, ma Froome controlla

Lo spagnolo vince la seconda tappa al Tour con oltre 170 km di fuga. L'italiano ritrova una buona pedalata, attacca sulla salita finale e poi arriva con i migliori. Il keniano bianco resta in maglia gialla

Una fatica infinita. Centosettanta chilometri di fuga con quattro denti dei Pirenei da scalare. Giornata bollente da 35° alla partenza, con l'asfalto che si scioglie. Poi via via, pioggia a dirotto e pure una grandinata prima dell'arrivo. Purito Rodriguez all'arrivo si batte il petto con il pugno, sorride con tutti i denti che ha e quasi piange di gioia. È la seconda vittoria di tappa del catalano tascabile al Tour de France dopo lo spunto brillantissimo in cima al Muro di Huy. Deve riscattarsi lo scalatore della Katusha, sulle due tappe di montagna precedenti ha preso due «scoppole» non da lui. Alla partenza, da giocatore di poker, tenta il bluff: «Non ho le gambe, mi devo difendere». Invece poco dopo il 20° km è nel gruppo dei 24 in libera uscita. La Sky lascia fare. E loro vanno, il vantaggio arriva anche a 13 minuti.

Ci sono tanti scalatori delusi davanti. E anche qualche passista resistente che tenta l'impresa della vita. Come il campione del mondo Kwitakowski e Vanmarcke che sulla Porte del Lers, la penultima asperità di giornata provano ad avvantaggiarsi. Ma sull'ascesa di Plateau de Beille Purito, Fuglsang e Bardet si accendono per la vittoria di tappa. Lo spagnolo prova una, due volte. Poi chiede collaborazione. Il danese dell'Astana gli scatta in faccia. Ma Rodriguez capisce l'antifona e se ne va da solo. Raggiunge il campione del mondo e lo passa a velocità doppia. Poi guarda solo il traguardo. Dove arriva in solitaria a 7' dal gruppo dei migliori. Un bel passo avanti anche in classifica per lo spagnolo, che rientra in 15ª posizione, a 5' dalla top ten.

Dietro la corsa sonnecchia fino alla salita di Plateau di Beille. Sulle rampe Contador mette Majka a tirare e il gruppetto si sfalda. Poi il Pistolero, ai -7, parte in prima persona. È una puntura di spillo. Porte riporta sotto Froome e gli altri. Vincenzo Nibali, dopo tante polemiche è lì. E ai -6 parte proprio lo Squalo. È una bella accelerata, la pedalata è sciolta e incisiva. Resta al vento per quasi un chilometro. Poi dietro parte Valverde e ricuce il gap. Quindi tocca a Quintana attaccare Froome, ma il keniano bianco, seppur leggermente sofferente in qualche tratto non si stacca mai. Solo sul traguardo Valverde riesce a strappargli un secondo. Ma è nulla. La maglia gialla, dopo il trittico dei Pirenei, resta saldo al comando.