«Roger e Serena? Robe da Mats. Nadal invece...»

Nel 1988 a New York furono robe da Mats. Nel senso che Ivan Lendl uscì dal campo furibondo dopo 4 ore e 55 di tennis e Mats Wilander aveva appena vinto il suo settimo titolo dello Slam, l'ultimo e forse il più faticato. Lo svedese aveva appena compiuto 24 anni ed era probabilmente già stufo del tennis, ma essendo il giocatore più intelligente in circolazione non a caso poi è diventato uno dei commentatori più brillanti: da anni lavora per Eurosport senza mai nascondersi dietro il politically correct. Non l'ha fatto neanche con il Giornale .

Allora Mats, come vedi gli Us Open appena partiti?

«Direi che le storie sono due: ovviamente se Serena Williams riuscirà a fare il Grande Slam. E poi c'è Roger Federer...»

Sempre lui.

«Già, sempre lui. Però sono stufo di sentir chiedere se potrà vincere un altro titolo dello Slam. Lui ha dimostrato già tutto, è un vero fenomeno del tennis. La vera domanda è questa: può sperare di battere Djokovic dopo aver perso in finale con lui a Wimbledon?».

Risposta?

«Potrebbe, ma un torneo su 5 set in due settimane comporta uno sforzo mentale che a 34 anni è davvero duro. Arrivare in finale, se ci arrivi, è già una cosa incredibile. Per vincerla forse a quel punto sei già sfinito».

Federer però a Cincinnati ha dominato Nole.

«A Cincinnati Roger ha sperimentato un nuovo tipo di tennis: si vede che si sta divertendo, si vede che è davvero il più grande. Ma Cincinnati non è New York. Soprattutto per uno come Djokovic».

Facciamo altri nomi.

«I soliti. Wawrinka ha dimostrato di avere le armi per battere sia Nole che Roger, Murray è migliorato molto e il suo body language attuale parla per lui».

Nadal?

«Dico: nel corso degli ultimi anni i giocatori si sono adattati ad un gioco più moderno. Guardate come si muove Federer, come Djokovic ha imparato a fare le volée, come dietro si siano affacciati altri talenti. Ecco: io guardo Nadal e non vedo nulla».

Davvero?

«Non dico che non potrebbe vincere, però dovrebbe cominciare magari a colpire con meno spin, a stare più vicino alla linea di fondo. Avrebbe il talento per cambiare, ma ne ha ancora voglia? A vederlo non sembra. E la seconda settimana di uno Slam per lui è diventata un ostacolo troppo difficile».

Insomma: nessuna sorpresa. Eppure l'anno scorso ha vinto Cilic…

«È stata una sorpresa pazzesca e a volte succede. Ma non credo quest'anno».

Però c'è Kyrgios, che stanotte però ha avuto il match-verità contro Murray. Il tuo parere sul caso Montreal...

«Beh, inutile dire che con Wawrinka si è spinto troppo oltre. E non ci sono scuse, neanche il fatto che ha solo 20 anni. Deve mettere la testa per vincere qualcosa di importante. Però c'è un fatto: col talento che ha ce la può fare».

L'Italia ha Fognini, l'altro bad boy...

«Per lui è diverso. Può battere chiunque se è in giornata, ma non ha la testa per resistere un lungo periodo. A differenza di Kyrgios, questo è il Fognini che vedremo fino a fine a carriera».

Passiamo a Serena...

«Se serve come sa e gioca senza pensare al Grande Slam non la può battere nessuno. Dipende tutto da lei. È vero: la Bencic recentemente l'ha battuta, Halep e Muguruza sono forti. Ma non devono credere di essere pronte a vincere uno Slam: devono impegnarsi a migliorare per arrivare a vincerlo. È una differenza sottile ma importante: il confronto con Serena ti uccide».

John McEnroe dice però che lui Serena la batterebbe anche oggi...

«John è John, ma paragonare uomini e donne nel tennis è roba da pazzi. Che dire: lui un po' pazzo lo è. Simpatico, però...».