Roma avanti nonostante Dzeko. E Totti inaugura il 25° anno

Altri 3 punti pesanti fuori casa. Prima del '17 per il capitano Spalletti sul bosniaco: "A volte è un giocatore molle..."

A Genoa era stata una Roma «cazzutissima», a Udine ieri è stata un Roma che è entrata «con l'occhio a mezza asta di quelli giusti». Luciano Spalletti mima uno sguardo di soppiatto si gode la nuova versione della sua squadra che va oltre l'emergenza e strappa altri tre punti pesanti in trasferta per mettere pressione alla Juve e rispondere a quelle dietro che continuano a vincere. E se non fosse per l'Edin Dzeko in versione primo anno nella Capitale, la questione contro i bianconeri di Delneri sarebbe stata risolta con largo anticipo. Invece il bosniaco è stato l'unico dei suoi a entrare in campo con l'occhio sbagliato per dirla con le parole di Spalletti «lui a volte è un giocatore molle, per quello quasi non gli dico nemmeno bravo quando segna due gol». Figurarsi ieri che si è mangiato un pallonetto in avvio, ha tirato alle stelle il rigore del possibile due a zero dopo un quarto d'ora e nel finale si è divorato un gol di testa.

E così Spalletti è stato obbligato a dare la prima mezz'ora del 2017 a Francesco Totti per il venticinquesimo anno solare di fila presente in serie A. Perché l'allenatore della Roma non usa giri di parole: «Ho tolto El Shaarawy per Francesco? Io tutelo tutti, ma se non porto a casa i tre punti devo andare all'aeroporto con la scorta. Si fanno le seghe mentali a chi tu vuoi... ma poi in partita c'era da gestire un po' di più la palla...». Il capitano ha così congelato una partita che la Roma ha dominato ma ha rischiato di complicarsi perché soprattutto nel finale del primo tempo e poi nella ripresa con un paio di mischie in area l'Udinese avrebbe potuto anche pareggiare. E sarebbe stato ingiusto per i giallorossi ancora una volta tosti, determinati come se la partita con la Juventus prima di Natale avesse dato una svolta. Allora Spalletti parlò dei bianconeri che quando «difendono sono come animali». I suoi si devono essere sentiti chiamati in causa se per la seconda trasferta di fila non prendono gol, Udine dopo Marassi (Genoa), non proprio due campi facili. Le prime due partite del 2017 quindi regalano una versione nuova della Roma, meno spettacolare ma più cattiva. Costruita su due centrocampisti tra i migliori in Europa Strootman (due assist pregevoli, uno per il gol) e Nainggolan, strepitoso e puntuale nella volée da tre punti. E poi la terza vittoria per uno a zero nelle ultime cinque è la conferma di una ritrovata solidità in difesa dove nelle uniche due occasioni concesse all'Udinese Szczesny ha fatto il suo e dove eccellono due corazzieri come Fazio e Manolas. Ma il centrale greco è al centro delle voci di mercato, Baldissoni ha ammesso: «Inciderà anche la volontà del giocatore». Ma ha anche rassicurato Spalletti: «Niente soldi sotto il materasso».

Però l'allenatore giallorosso manda un messaggio preciso: «A febbraio avremo undici partite e se non hai i giocatori non ne esci. Se si vende qualcuno per rientrare nei parametri è giusto, ma a quel punto bisogna essere bravi a sostituire». Indispensabile per mantenere uno straordinario secondo posto e magari sognare altro. Passa dal mercato avere sempre l'occhio giusto.