"Roma mio unico amore, ma per papà non so' bono"

Premio Facchetti a Francesco Totti

Totti, prossimo giudice nel nuovo programma Mediaset

Dopo Zanetti, Abidal, Maldini, Platini e altri totem del calcio, è toccato a Francesco Totti il 9º Premio Facchetti. Un Totti brillante e spiritoso, ma anche emozionato: «Sono felice per questo premio, una grande gratificazione per me e soprattutto perchè la famiglia Facchetti me l'ha voluto attribuire. Evidentemente ho fatto qualcosa di buono, ma è la persona che viene premiata più del giocatore». Poi Totti esonda: «La mia Roma, che merita grandi palcoscenici, è l'unico amore che ho, famiglia esclusa ovviamente e sono orgoglioso di indossare questa maglia per tutta la mia carriera e la porterò sino in fondo». Ma il Pupone si guarda anche indietroi: «Fin da bambino andavo bene per tutti, ma per papà no, per lui non so' bono, ma devo ringraziarlo perchè mi ha fatto crescere con la testa giusta e l'importanza dei sacrifici». E il futuro?: «Sogno di vincere la Champions, vorrei riprovare l'emozione di quel gol segnato al Parma in quel lontano 17 giugno quando conquistammo lo scudetto. Il cuore mi batteva a mille».

Ricordi per chi da circa vent'anni regala le delizie agli amanti del football, con i suoi 237 gol in serie A, le 569 partite nella massima serie, il titolo mondiale in Germania, lo scudetto nel lontano 2001, con l'occhio proiettato al 2015 e un altro sogno: strappare lo scudetto alla Juventus. «La squadra è forte e se lo merita, come se lo merita l'intera città che ci segue con calore, amore e passionalità».

Si, è proprio lui l'ultima bandiera del calcio, bomber, padre affettuoso, generoso per la solidarietà, spiritoso barzellettiere negli spot e in campo letterario. E quando sul video è passata la serie dei suoi gol più belli, ha fatto sorridere l'immagine del «Vi ho purgato ancora» riferito ai cugini laziali. L'ha presa bene anche il presidente dei biancoazzurri Claudio Lotito che, seduto in prima fila, ha commentato divertito: «Ci vuole purgare ancora? E io sto comprando le farmacie così non trova la materia prima». Con la voglia matta di vedere il derby capitolino del prossimo 11 gennaio come una festa di sport. «Così potremo dimenticare le brutte immagini dei tifosi croati a San Siro», conclude. questa volta seriamente, Totti.

Commenti

aitanhouse

Mer, 19/11/2014 - 15:55

...una squadra "forte" deve essere forte in tutto ,soprattutto nella testa.....non si prendono 7 reti in una partita se la squadra è forte...