La Roma non è guarita dalla batosta Bayern O non può fare di più

Difficile ricostruire l'identità continentale e Garcia ci ha messo del suo L'ironia dei social. Nedved: «Loro parlano, la Juve risponde sul campo»

Roma Il “favore” era stato già deciso da settimane, ma mai come stavolta l'allenamento defaticante del City in casa della Lazio a Formello è suonato come una seconda beffa. Applausi e ringraziamenti alla squadra di Pellegrini da parte dei 50 sostenitori biancocelesti, mentre la metà “giallorossa” della città viveva sentimenti contrastanti per l'eliminazione dalla Champions. Nell'etere romano e sui social network l'ironia l'ha fatta da padrona, nel mirino soprattutto Rudi Garcia e capitan Totti, mercoledì sera al di sotto delle aspettative.

Guardando il bicchiere mezzo pieno, diciamo che la Roma ha conquistato quello che poteva essere considerato l'obiettivo minimo in un girone definito della morte, ovvero il “ripescaggio” in Europa League (dove non sarà neanche testa di serie). Un traguardo raggiunto da valorizzare secondo molti, come ha fatto la Juventus nella passata stagione o l'Atletico Madrid in quella ancora precedente, nel processo di ricostruzione di un'identità continentale per i giallorossi, per lungo tempo lontano dalle competizioni oltre confine. Quello mezzo vuoto parla però di un sogno svanito all'ultimo tuffo, anche per grandissimi meriti di un City che ha dimostrato enorme personalità e maggiore esperienza in partite da dentro o fuori. E in tanti guardano allo scudetto come obiettivo da perseguire (lo stesso Garcia lo ha espressamente posto in cima ai desiderata della squadra) accantonando la “maratona” della fase a eliminazione diretta della seconda Coppa d'Europa.

Intanto il duello Juve-Roma consegna il primo round, almeno guardando fuori dall'Italia, ai bianconeri di Allegri. Con Pavel Nedved che, dopo aver bacchettato Totti per le frasi polemiche al termine della sfida dello Stadium, ha reso più pepato anche il post Champions. “A Roma parlano, noi lavoriamo e i risultati si vedono, le risposte le diamo sul campo”, lo schiaffo del dirigente juventino davanti all'eliminazione dei rivali. Che ha tolto alla società di Garcia la prospettiva di un tesoretto da 12 milioni di euro, ma ha anche di riflesso rimpolpato le casse della Juve, visto che il club bianconero potrà contare su un beneficio nella distribuzione del market pool (ovvero il denaro che arriva dai diritti televisivi) di almeno 6-7 milioni, aumentando la forbice del fatturato.

Molti si domandano dove sia finita la Roma ammirata nei primi due mesi della stagione. L'ultima volta che i giallorossi erano rimasti senza gol all'Olimpico in Europa risaliva al 2007 ed era dai tempi di Andreazzoli (primavera 2013) che la squadra non subiva gol per cinque partite di fila. E' certo che lo shock del 7-1 incassato dal Bayern, che ha fatto il bello e il cattivo tempo nel girone rimettendo anche in corsa un City che sembrava spacciato, non sia ancora stato superato dalla truppa di Garcia. Se poi ci mettiamo lo scoramento per la partita di Torino e gli infortuni a catena (compresa la disgrazia di Castan), ecco che il gruppo si è fiaccato nel momento in cui stava prendendo coscienza e forza delle sue possibilità.

Garcia, alla terza eliminazione nella fase a gironi di Champions, ci ha poi messo del suo con scelte discutibili. E subito dopo la sconfitta di mercoledì, ha mandato un chiaro messaggio a società e dirigenti: «Se vogliamo raggiungere squadre del livello del City, servono investimenti». Che la Roma, senza il tesoretto europeo, potrebbe anche non fare a gennaio. In fondo, se l'obiettivo resterà il campionato, potrebbe anche bastare questa rosa, a patto che l'infermeria resti vuota.