La Roma più bella per sgambettare la Signora turnover

Tanta voglia di rivincita in Coppa Italia. E Garcia schiera l'undici migliore. Conte non si scompone. In campo chi ha avuto meno spazio

È la sfida che apre la caccia di entrambe alla prestigiosa stella d'argento (guidano l'albo d'oro della Coppa Italia con nove successi). È la sfida tra le regine di una stagione che viaggia, almeno in vetta alla serie A, a velocità supersonica. È la sfida tra due tecnici meticolosi, attenti ai particolari e alla segretezza dei propri allenamenti (Garcia ha fatto tappare i «buchi» di Trigoria, Conte nel suo ultimo viaggio nella Capitale ha cambiato tre campi per essere sicuro di essere lontano da occhi indiscreti), due allenatori che si stimano e che non hanno ancora avuto confronti dialettici serrati, gli unici rimasti a potersi giocare il titolo. Di sicuro il valore aggiunto delle due squadre.

Ma Roma-Juventus - «blindata» da centinaia di agenti impegnati in bonifiche nella zona dello stadio e controlli preventivi sulle tifoserie - è innanzitutto una sfida senza tempo, destinata a proseguire a lungo, sicuramente sul mercato con un occhio ai conti, forse anche in Europa in futuro. Il campionato parla nettamente a favore dei bianconeri, anche in questa stagione da record; in Coppa si registra un equilibrio quasi perfetto, legittimato anche dai bookmakers nelle quote delle scommesse. In 74 anni, 15 incontri diretti e bianconeri avanti di un'incollatura (7 vittorie a 6 con cinque qualificazioni contro quattro), ma giallorossi avanti nelle finali giocate (con otto epiloghi andati male, l'ultimo nel maggio scorso con la Lazio, contro i cinque della Juve). Mai un epilogo tra le due rivali e anche stavolta andrà così, con un «dentro o fuori» solo nei quarti.

Al di là dei numeri, che piacciono poco a Garcia e un po' di più a Conte, nell'immaginario della tifoseria giallorossa è la rivincita dopo il ko di 16 giorni fa. Per il tecnico della Roma non è così, almeno a parole: «È una gara secca da vincere, il campionato non c'entra niente, direi che è la partita più importante della settimana...». Nei fatti il condottiero di Nemours non ha digerito quella sconfitta - una vera prova di forza della Juve - e ancora di più le analisi successive. Rudi è convinto che la sua squadra abbia perso per colpa degli episodi e non per meriti tattici del suo rivale. Non a caso, nella conferenza stampa pre partita, insiste su uno dei pochi dati negativi della stagione: la scarsa efficacia della Roma sulle palle inattive sia in fase difensiva (il riferimento è proprio alla partita dello Stadium del 5 gennaio scorso) che in quella offensiva. Per vincere, il francese punterà sul fattore campo («giocare con un Olimpico quasi pieno è come farlo per la Juve allo Stadium», ha sottolineato il tecnico francese) e schiererà la squadra migliore possibile. «La Roma sa fare tutto: contropiede, gestire il ritmo, attacchi manovrati, se gioca con entusiasmo può dare il meglio», la sua precisazione.

Conte, che ha vissuto in silenzio la vigilia come era già accaduto nel turno precedente quando la Juve sfidò l'Avellino, ha due motivi supplementari per non snobbare la Coppa Italia: nella bacheca juventina è il trofeo che manca da più tempo (dal '95) e nessun tecnico bianconero ha mai raddoppiato l'eliminazione degli avversari (l'attuale guida juventina ha vinto una sola volta contro la Roma come Caligaris, Trapattoni, Zoff e Lippi). Ma nessuno strappo alla regola del turnover: gioca chi ha avuto meno spazio in campionato e in Europa, saranno dunque non più di cinque i titolari.

Anche Fabio Capello, ex di entrambe, parla di sfida più equilibrata degli altri anni. Gol, spettacolo ed emozioni sembrano assicurati, d'altronde nel grigiore del pallone nostrano Roma-Juve è una delle partite più affascinanti. L'ultima volta all'Olimpico, 341 giorni fa, Francesco Totti mise il sigillo sul successo romanista, battendo l'amico Buffon con un gran tiro dal limite. E stasera?