Roma a testa alta nell'inferno di Napoli

Blitz in aereo e pullman blindatissimo. San Paolo off limits per i tifosi ospiti, ma si teme un presidio fuori controllo

Nainggolan e il tecnico della Roma Rudi Garcia

Roma - C'è Destro che reclama il posto, c'è Iturbe che gli girano perchè non ingrana, c'è Astori che si fa sempre male e ci sono infortunati che non recuperano mai. A Trigoria non è che fili sempre tutto liscio, l'armonia a volte vacilla, le radio chiacchierano. Eppure, nonostante qualche intoppo autunnale, la Roma sembra aver imboccato improvvisamente l'autosole per il tricolore. Una Juve generosa (già tre sconfitte stagionali tra campionato e Champions) regala ottimismo a palate. L'ambiente si gasa e ricomincia a spuntare il calendario amico. Conte non l'avrebbe permesso, Allegri ci sta lavorando. E a Rudi Garcia non pare vero preparare la delicata sfida di domani pomeriggio (ore 15) a Napoli con la consapevolezza che, anche perdendo contro Benitez, la Juve non andrebbe troppo lontano. La calma dei forti.

Insomma, Roma torna capoccia quando già nella capitale si ipotizzava un bel meno cinque/sei dai bianconeri dopo l'eventuale passo falso al San Paolo. Ci sta. Detto questo, lo scenario di domani pomeriggio è di quelli inquietanti assai. La blindatissima Roma arriva col volo charter e poi bus scortato fino allo stadio. Lo stop ai tifosi della Roma per la trasferta allenta la tensione ma si aspettano le mosse di quelli napoletani, dentro e fuori lo stadio, per capire quanto il percorso di riavvicinamento tra le due tifoserie sia praticabile in tempi brevi. Ma oltre ai problemi legati alla sicurezza (solo ufficialmente non ci saranno tifosi dalla capitale, in realtà si parla di un presidio romanista a ridosso dello stadio), c'è da considerare la posta in palio, altissima dopo la sconfitta della Juventus a Genova. La Roma deve vincere per rimanere attaccata, prima che il calendario si faccia meno complicato. Stesso obiettivo per gli azzurri che, battendo i giallorossi, si proietterebbero nelle zone che contano della classifica. De Laurentiis è cosmopolita e vive per la Champions. E Rafa Benitez, che fatica maledettamente a imporsi da noi dopo aver fatto sfracelli ovunque, proverà a zittire le tribune televisive ostili che già lo vogliono con la valigia pronta. Ma il mister spagnolo (che recupera Britos e Gargano) ha qualche problema di troppo: Albiol vive nel terrore di ogni fischiatissimo disimpegno, Mertens sembra l'ombra di se stesso e Hamsik sta già cercando casa all'estero. Rimangono Higuain, che ha ripreso a segnare e a sbagliare rigori, e Callejon che vede la porta come nessuno e che, oltre a tornare in nazionale, è già diventato il pezzo pregiato della prossima campagna cessioni. Scenario non esaltante. Grande ex del match sarà Morgan De Sanctis, azzurro dal 2009 al 2013 e, per ironia della sorte uno dei protagonisti dell'ultima vittoria giallorossa al San Paolo. Stagione 2011-12: la Roma sconfisse il Napoli di Mazzarri per 3-1 e ad aprire le marcature degli ospiti fu De Sanctis che, dopo 3 minuti, si rese protagonista di una clamorosa papera.

Quello di domani è il primo confronto tra le due formazioni dopo i tragici scontri prima di Fiorentina-Napoli all'Olimpico del 3 maggio. E per cercare di stemperare gli animi si moltiplicano gli appelli alla distensione. Dall'arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe ad Angelo Pisani, presidente della Municipalità di Scampia (dove vive la madre di Ciro Esposito), che invita Totti a «venire a Scampia da mamma Antonella per andare insieme da Ciro al cimitero». Lodevole iniziativa, per carità. Peccato che queste cose finiscano spesso per essere solo un rumoroso e pubblicizzato bagno di folla. Una volta finita la cerimonia tutti torneranno a pensare al calcio. Si fa meno fatica.