Ronaldo si sveglia col tacco Ma non spaventa l'Ungheria

La doppietta di CR7 vale il ripescaggio per il Portogallo Quella di Dzsuzsak regala il primo posto a nonno Kiraly

Claudio De Carli

Un tambureggiante e spettacolare 3-3 fra Ungheria e Portogallo porta entrambe le nazionali agli ottavi. Ronaldo si giocava tutto, nervoso fin dal primo mattino quando durante una rilassante passeggiata al Parc dell'Olympique di Lione, circondato da bodyguard e servizio di sicurezza, ha prima strappato e poi gettato nella Tetè d'Or il microfono di un giornalista che gli chiedeva se si sentisse pronto per affrontare una partita tanto delicata. Poi ha proseguito circondato dai suoi fidi come se niente fosse, mentre il giornalista osservava il suo microfono sparire nelle acque del lago adiacente. Sul campo poi è stato un protagonista assoluto assieme a Dzsudzsák, doppietta, uno dei pochi a giocare all'estero nella nazionale di Storck. Lui è in Turchia nel semianonimo Bursaspor, solo in tre militano in uno dei quattro campionati più importanti d'Europa, il terzo portiere Gulacsi nel Lipisia, Kleinheisler nel Werder e Szalai nell'Hannover. Grande merito a Stork che li porta agli ottavi come vincitori del gruppo al termine di una gara storica dove Ronaldo, doppietta, è il primo giocatore a segnare in quattro consecutive edizioni dell'Europeo.

A Lione spettacolo, è la partita con il maggior numero di reti, magiari in vantaggio dopo 15' con Gera, raggiunti nel finale di tempo da Nani. La ripresa è per cuori forti, Dzsudzsák segna, Ronaldo risponde di tacco, Dzsudzsák colpisce ancora e CR7 pareggia di testa. Due reti del madridista che si aggiungono all'assist delizioso di piatto destro che consente a Nani l'1-1.

Doveva fare la gran sfilata a questo Europeo e consacrare la sua grandezza, ha bucato le prime due con Islanda e Austria quando ha fallito un rigore che avrebbe messo al sicuro il suo Portogallo con una giornata di anticipo. Ha atteso l'ultima per mettere fuori la testa e dare un'idea di cosa può fare nel prosieguo del torneo, il gol di tacco è magistrale ma il colpo di testa del 3-3 è un'ascesa verso il sole con stoccata. Attorno si è mosso bene Nani, Quaresma quando è entrato in fascia destra ha dato vivacità.

Ma ha impressionato maggiormente il collettivo dei magiari, un manipolo di sconosciuti che non hanno giocato solo con il cuore. Bravi e fortunati, sulla punizione di Dzsudzsák la palla è deviata in barriera per il 2-1, al nono ancora una punizione e sempre di Dzsudzsák viene deviata da Carvalho in rete.

Sei gol, altrettanti falliti di un soffio, con l'Islanda vincitrice sull'Austria, una sconfitta per i magiari avrebbe significato terzo posto. Un solo vero pericolo, il nervoso, scontroso e irraggungibile Ronaldo.