Rossa Don Chisciotte e i mulini Mercedes

I tempi dicono che è una lotta folle e impari, ma Leclerc all'ultimo fa sperare

Benny Casadei Lucchi

nostro inviato a Barcellona

Combattere contro i mulini a vento. Giganti ma per nulla immaginari. Fatti invece di pistoni e ossa. Per di più tedeschi. È questo che stanno provando a fare i don Chisciotte ferraristi. Nulla di più e nulla di meno. Perché oggi è il grande giorno e tutti ci stiamo domandando se la Ferrari riuscirà a tenere testa alle Mercedes in qualifica. Perché vogliamo che domani sia un giorno memorabile. E perché, purtroppo e francamente, ieri, è stato un giorno così e così.

Valtteri Bottas che fa l'Hamilton e nelle libere ribadisce e avvalora la propria leadership mondiale ed Hamilton che fa il Bottas. Per cui secondo e attardato, differenze infinitesimali però dietro. E più staccate ancora le Rosse. Terza con Leclerc a due decimi e mezzo e quarta con Vettel a quasi quattro: che poi vuol dire ultime in un campionato con quattro sole macchinette a giocarsi la vittoria. Tre decimi il distacco, tempi sul giro secco con gomme morbide che non lascerebbero spazio a speranze se non ci fosse stato all'ultimo il crono della speranza firmato da Charles Leclerc, ancora lui. Gomme dure, bianche, tempo 1.22, molto bene, simile a quello dei crucchi. Peccato che ai nostri riuscirà di volare con le dure in gara solo se nei primi giri non avranno pagato troppo pegno con le morbide. Da qui l'idea di provare a passare il Q2 sulle medie. Si vedrà. Si saprà. E intanto «avevamo tante cose diverse sulla monoposto, credo che il potenziale per fare bene ci sia» dice Charles, e «non siamo ancora dove vorremmo essere, c'è parecchio da lavorare» dice Seb.

Quel che non possono dire, pur sapendolo meglio di tutti, è che di una lotta contro i mulini a vento si tratta. Da una parte i nostri che hanno portato un motore potenziato nella parte termica e novità di ali e aerodinamica; dall'altra i tedeschi che hanno fatto lo stesso. Per cui i rapporti di forza sembrano non essere cambiati. Ancora. Da una parte i nostri che cercano di invertire il corso della stagione aggrappandosi alla pista dove, nei test invernali, avevano svettato davanti ai rivali; e dall'altra loro che dal 2014, primo Gp di Spagna dell'era ibrida, non hanno mancato un venerdì senza mettersi davanti e neppure un sabato e neppure una domenica se non fosse stato per l'autoscontro suicida fra Rosberg ed Hamilton nel 2016. Da una parte don Chisciotte; dall'altra i mulini giganti. Ma la follia a volte regala sorprese. Così in tv: oggi pole 15 dir. Sky, diff. TV8 18. domani Gp dir. Sky 15,10, diff. TV8 18