Rossa, ecco dove spendere per vincere

Vicissitudini a parte, il nuovo tracciato di Baku, per l'odierno Gp d'Europa, ha fornito la quintessenza delle attuali condizioni tecniche, nel bilancio tra i principali caratteri di motore e d'autotelaio di una F.1 sempre succube del rubinetto della potenza - contro-regolamento - o portata-benzina. Di nuovo un grande motore Ferrari, come in Canada, ma crescenti difficoltà di utilizzo-pneumatici. E addio distacco minimo dalla British-Mercedes dello 0,24% (Montreal), con ricaduta a 1,39%, in similitudine come la Spagna.

Alla fine, assodata l'eccellente posizione motoristica, appena riagguantata con il rinnovamento del turbo, è proprio la piaga delle gomme e dei cinematismi delle sospensioni a pesare sulla competitività. I proclami del presidente Marchionne, per un imperativo categorico di vittoria, sono i benvenuti; ma a questi devono far seguito gli stanziamenti economici necessari.

E l'indice-principe del momento è quello della preparazione al confronto diretto con la ricchissima Mercedes fin dalle prove libere, dove la Ferrari, fatta eccezione per Barcellona, è sempre dietro e in affanno. Barcellona che conferma la regola, per le conoscenze di gomme, di assetti aerodinamici e regolazioni in lunghe prove. Dunque, cosa occorrerebbe alla Ferrari per tornare alla vittoria? Anzitutto un migliore simulatore: sarebbe tempo di acquistarne uno dei più avanzati, come quelli strabilianti di Mercedes e di Rbr, assieme all'ingaggio di ingegneri specialisti adeguati, oltre a qualche grande ingegnere progettista, tutto a suon di milioni. Infine, bisognerebbe acquistare le apparecchiature segrete che la stessa Mercedes impiega in esclusiva nelle prove libere, per la preparazione tecnica.

Senza annoiare troppo il lettore, basterà segnalare che queste speciali apparecchiature sono nascoste in quella specie di grossa telecamera di destra, che i tecnici chiamano «Dummy roll hoop side camera» o telecamera fittizia a destra della presa d'aria, dove si nasconde la protezione al ribaltamento. Tutte dotazioni costose, che anche a Maranello non dovrebbero mancare. Poi, si potrà parlare meglio di corsa al successo.