La rossa ritorna brutta e corre come l'anno scorso

Vettel 3° ma a 45 secondi, Kimi addirittura a un minuto Arrivabene: «Colpa mia gli errori, ci serve più umiltà»

nostro inviato a Barcellona

La Ferrari pane e salame non arriva bene ma Arrivabene parla pane e salame e se non altro questa è cosa buona e giusta. Perché quando tutto va a meraviglia è facile facile fare gli splendidi, ma quando tutto si complica diventa difficile difficile. «Se abbiamo fatto una minchiata dobbiamo correre ai ripari e correggere velocemente gli errori visto che nell'ultimo settore perdevamo mezzo secondo...» ammette invece il team principal maranelliano dopo la peggior gara dell'anno benché condita da podio. «Però», aggiunge, «non credo che tutte le novità portate siano sbagliate». Arrivabene si riferisce alle soluzioni aerodinamiche introdotte a Barcellona e «che avrebbero dovuto farci fare un salto in avanti e invece è stato solo un passetto».

Il salto è stato quello degli altri, delle Mercedes col bottone magico di cui si vocifera che migliora la resa in gara. Il salto è di Nico Rosberg stravincitore molto contento di sé, dei 17 secondi rifilati al compagno Hamilton furioso col team che «mi ha fatto rallentare» e dei 45 secondi sbattuti in faccia a Seb Vettel e alla Ferrari. Per non parlare del minuto di distacco dato a Raikkonen, quinto dietro alla Williams di Bottas e «mi scivolava l'auto ovunque». Giusto per chiarire l'entità del tonfo ferrarista, qualche settimana fa in Bahrein, gara non viziata da safety car e ricompattamenti come quella di ieri, Raikkonen aveva chiuso secondo a 3 e 3 da Hamilton.

Non va bene. «Il divario visto mi fa molto male, ma non si dica ha sbagliato questo o quel settore» apre idealmente le braccia parandosi davanti al plotone di esecuzione Arrivabene, «perché se sbagli sono stati commessi di quelli sono io il responsabile... E se c'è un aspetto positivo in tutto ciò che è accaduto è che mi consente di fare un bagno di umiltà...». La Rossa giunta a Barcellona per correre è dunque andata al mare. E domani e dopo affiderà ai collaudatori la due giorni di test per mettere pezze un po' qua e un po' là. Direte: e perché non a quei fannulloni dei piloti titolari? Perché «il giovane Marciello deve da regolamento far pratica»; e perché «Gutierrez passa le giornate al simulatore e può dare giuste indicazioni» il senso della spiega ferrarista. Tutto vero, bello e sacrosanto epperò un titolare al volante mentre si fa il bagno di umiltà si poteva anche piazzarlo. Per dire, Rosberg ci sarà, Rosberg che ieri è sbottato: «Certo che il distacco rifilato alle Ferrari mi ha stupito». Non c'è mai stata storia. E le parole del dopo firmate da Seb Vettel rendono l'idea dello scoramento. «Dopo il primo pit sono rimasto davanti a Lewis solo perché aveva avuto un problema nella sosta». Come dire che anche senza la strategia su tre pit scelta dall'inglese (impossibile per la Rossa) sempre terzo sarebbe arrivato. Alla fine Seb butta lì anche un poco convinto «mi sento ancora in lotta per il mondiale» che diventa inquietante quando aggiunge «perché altre novità tecniche sono in arrivo». Inquietante perché vengono i brividi pensando a quanto ha deluso questo primo pacchetto aerodinamico scodellato a Barcellona che ha costretto a una comparazione in gara tra vecchia Rossa (Kimi) e nuova (Seb) e «non siamo ciechi, va meglio la nuova» dirà Arrivabene. E però non si fanno queste cose in pieno Gp...

Insomma, facce scure e parecchie preoccupazioni. Oddio, a ben vedere è tutto relativo. Basta pensare ad Alonso e allo scorso anno in rosso. E pure all'Alonso di quest'anno. Ieri, in casa, davanti al suo pubblico, si è ritirato rimanendo letteralmente senza freni che quasi investiva un meccanico. La Ferrari non Arrivabene, ma a Fernando va proprio male.