La Rossa senza scudo del dopo Marchionne

L a pausa arriva nel momento migliore. Anche se sono i giorni peggiori della recente storia ferrarista. Il prossimo Gran premio sarà in Belgio, fra un mese

La pausa arriva nel momento migliore. Anche se sono i giorni peggiori della recente storia ferrarista. Il prossimo Gran premio sarà in Belgio, fra un mese. Mentre i tecnici del Cavallino continueranno nel gran lavoro che ha portato i rivali della Mercedes a sospettare e dire non riusciamo ancora a capire come faccia la Ferrari, gara dopo gara, a progredire di motore, il team principal Maurizio Arrivabene avrà il tempo necessario per riorganizzare la truppa dopo i drammi di vita e le sfortune di pista che l'hanno colpita.

Quanto visto ieri fa capire che non c'è tempo da perdere. Perché il modo in cui nell'ambiente è passata praticamente sotto silenzio la manovraccia di Bottas ai danni di Vettel rivela che il metro di giudizio delle toghe a trecento all'ora non è lineare. La punizione di dieci secondi comminata al finlandese per l'inutile difesa su Ricciardo è la cartina tornasole di questa atmosfera. Punita la manovra ininfluente ai fini di tutto: punti, classifica, morale. Graziata l'altra che avrebbe potuto condizionare il campionato: incidente di gara. Ma quando uno ha tutto da perdere e l'altro no, è sempre sbagliato derubricare a incidente di gara. Anche perché stavolta la Rossa, la F1, forse noi tutti dovremmo ringraziare la resistenza della gomma Pirelli colpita dall'ala acuminata di Bottas. Se Vettel fosse stato costretto al ritiro, oggi saremmo nel vortice di ben altre polemiche. Tanto più che a Seb e alle sue intemperanze di guida non si risparmiano invece moniti o punizioni.

Su questo Arrivabene dovrà lavorare in profondità. Parlando fitto e intensamente con il suo ex capo in Philip Morris tornato ad essere suo capo in Ferrari: il neo Ad Louis Camilleri. Certamente parlerà anche con il neo presidente John Elkann, ma è il primo il manager che conosce davvero il modo di ragionare del Circus. Oltre ad avere fama di vero duro per cui pronto ad alzare la voce. Arrivabene dovrà farlo perché la sua Ferrari, per la prima volta, non ha più lo scudo protettivo di Marchionne. Che nelle stanze giuste, con i toni giusti, con gli sguardi giusti sapeva quando e come battere i pugni. Lo dovranno fare Elkann meno probabile o Camilleri più probabile -. Altrimenti i super motori non basteranno. E la prossima volta Bottas non sbaglierà.

Commenti

Arrafffone

Lun, 30/07/2018 - 09:28

Di cosa si può lamentare la Ferrari? E' la legge del contrappasso dopo che loro per 5 volte hanno danneggiato gli avversari.