Rossi lancia il fratellino. Vediamo se Luca Vale

Marini esordisce in Moto3 con il 28° tempo nelle libere. Il Dottore: "Qui capiremo quanto è grande il suo talento"

C'è bisogno di favole di questi tempi. C'è bisogno d'emozioni che vadano oltre il risultato di una partita e di una gara e a mille ce n'è di favole nel mondo dei motori. Come quella di Luca Marini da Tavullia. Racconta di un nome e cognome che a bruciapelo non dicono nulla, che tracimano normalità, che verrebbe voglia di passare oltre e invece ti fermi. Per forza. Perché Luca ha 16 anni ed esordisce in gara domani nel motomondiale, classe Moto3, erede della 125 che fu. Perché Luca è di Tavullia come Valentino, perché ha iniziato a 4 anni sulle minimoto come Valentino, perché sua mamma si chiama Stefania come quella di Valentino, perché quando Luca è venuto al mondo Valentino a Brno stava vincendo il primo titolo mondiale proprio in 125. Perché adesso ha tutte le attenzioni addosso come Valentino e tempo fa raccontava divertito che proprio non lo spaventava diventare famoso come Valentino «visto che già ora è quasi peggio per me che per lui visto che ogni giorno c'è gente che viene a suonare il campanello a casa nostra e chiede di lui. E però ad aprire la porta ci vado io...».

Luca Marini è il fratello di Vale Rossi o, come si suole dire in una fiaba che si rispetti, il fratellastro. Stessa mamma, altro papà: Massimo Marini, psicologo romano. Forse per questo ripete che «sì, belle le moto però mi voglio anche laureare». Frase che a papà Graziano Rossi non sarebbe mai venuto in mente di inculcare nel figlio e meno male aggiunge in corso e sentitamente grato l'intero mondo degli appassionati. Comunque, se il ragazzino farà cose grandi, delle due l'una: o i cromosomi motoristici di papà Graziano contavano poco o sono quelli di mamma Stefania ad aver regalato talento al Vale nazionale. Si vedrà.

Nell'attesa, Luca, secondo nel campionato italiano 125 a due gare dal termine, incassa come wild card - pilota ad invito - il 28esimo tempo nelle libere del venerdì mondiale di Misano, circuito a neppure mezzora da casa e sogna «di chiudere il Gp nei primi venti e magari anche più avanti» raccontava alla Gazzetta l'altro giorno. Intanto assaggia di persona che cosa voglia dire essere il fratello di Valentino nel moto mondo e incassa con stile un festival di interviste e ritratti che sanno tanto di consacrazioni anticipate tipo il nobel per la pace a Barak Obama. Nel farlo dimostra di essere figlio di mamma Stefania e fratello di Vale non solo per lo sguardo marchio di famiglia e per gli occhi chiari e svegli e veloci, ma anche e soprattutto per la prontezza nel rispondere tipo «cos'altro ho in comune con mio fratello? Sono simpatico anch'io».

Meno male che il Vale nazionale è felice del nuovo cambio adottato dalla Yamaha, quello in gergo noto come seamless e introdotto dalla Honda che azzera il tempo di passaggio fra i rapporti, meno male che ieri aveva il terzo tempo un niente dietro a Marquez e Pedrosa e davanti a Lorenzo. Così avrà più tempo e consigli da dedicare al fratellino di 18 anni più giovane. «È più bello di me, è più intelligente... forse troppo per fare il pilota» ha detto alla vigilia, aggiungendo serio «io lo aiuto e mi diverto perché mantiene giovani, qui non sarà tanto importante il risultato della gara quanto ciò che sarà riuscito ad apprendere guidando con gli altri...». Per cui occhio al numero 97, che sa di anno di nascita ma anche di 46 letto al contrario. Giusto per ribadire il concetto.
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