Russia 2018, un capo ultrà assicura: "Sarà il Mondiale della sicurezza, non picchieremo stranieri"

Aleksandr Shprygin, capo ultrà, presente durante i disordini di Russia-Inghilterra ad Euro 2016, ha assicurato che al Mondiale non succederà niente: "Quella fu una banale rissa, ma ha avuto grande risonanza. Chi teme il "bis" di Marsiglia ai Mondiali si sbaglia. Il livello di sicurezza in Russia è senza precedenti"

Il Mondiale è ormai alle porte dato che domani alle ore 17 italiane la Russia padrona di casa aprirà le danze affrontando l'Arabia Saudita. Il sistema di sicurezza è massimo visto che si vorranno evitare gli scempi avvenuti all'Europeo di due anni fa in Francia, nel 2016, quando le tifoserie di Inghilterra e Russia trasformarono Marsiglia in un vero e proprio campo di battaglia. Putin ironizzò all'epoca sui gravissimi fatti successi in Francia: "Com' è possibile che 200 russi abbiano sconfitto oltre 2000 hooligans inglesi?". Al Mondiale in Russia, però, non succederà niente di tutto questo: parola di Aleksandr Shprygin, capo della sospesa associazione panrussa dei tifosi ed ex curvaiolo della Dinamo Mosca. Aleksandr, che era presente anche ad Euro 2016 e fu espulso per ben due volte dalla Francia, ricorda bene quanto successo durante gli scontri: "Quella fu una banale rissa, ma ha avuto grande risonanza. Chi teme il "bis" di Marsiglia ai Mondiali si sbaglia. Il livello di sicurezza in Russia è senza precedenti".

Shprygin ha poi aggiunto:"Certo, il calcio è fatto di emozioni. Magari ci sarà qualche piccolo scontro, ma nessuna battaglia. Sono solo i media britannici a paventare un festival della violenza. Hanno perso l' assegnazione dei Mondiali e non si rassegnano. Così danneggiano loro stessi. Magari qualche teenager a Volgograd penserà: "Mio nonno difendeva i britannici dai nazisti e ora ci dichiarano guerra. Diamogli una lezione"...Nessuno si sta preparando a menare gli stranieri. Sanno tutti che finirebbero dritti in carcere". In Russia le autorità hanno lanciato un giro di vite agli ultras con diverse modalità: dagli arresti preventivi fino ad arrivare alle minacce. Negli stadi russi, purtroppo, ci sono stati diversi episodi di razzismo nei confronti di giocatori di colore anche se Aleksandr ha minimizzato la cosa così come ha minimizzato il suo saluto nazista immortalato in una foto: "Ero giovane e brillo". Infine Shprygin ha dato un avvertimento agli omosessuali: "Nessuna persecuzione, voglio sottolinearlo. Ma siamo un Paese conservatore".