La Russia fuori dai Giochi ma chi è pulito va salvato

Quanti interrogativi sulla squalifica decisa dalla Iaaf

Alla stazione Russia lo sport perde un'altra volta la sua innocenza come a Monaco 1972, strage di atleti israeliani, Montreal 1976, boicottaggio africano contro il razzismo del Sudafrica, ai Giochi di Mosca 1980 e Los Angeles 1984, boicottaggio politico, e deporta tutti nella terra dove si potrà giocare soltanto dopo aver dimostrato di essere davvero puliti, senza avere la certezza che il male sia tutto in Russia. Lo dicono le nuove indagini dove sembrano coinvolti altri paesi, cominciando dal Kenia, l'Etiopia, la Turchia, lo dichiarano a tutta voce campioni e tecnici di altri sport: Arsene Wenger, allenatore francese dell'Arsenal, che accusa il calcio di nascondere manipolazioni sulle prestazioni, finendo a Federer.Siamo nella fase oscura, come diceva quasi 2000 anni fa Tertulliano, un padre della chiesa, quella dove non si pensa ancora a far arrossire il colpevole, ma piuttosto a spargerne il suo sangue, soprattutto se alterato artificialmente.La decisione della federazione mondiale, 22 voti a favore 1 contrario, che ha sospeso da ogni attività, anche organizzativa, l'atletica russa manipolata dai finti laboratori antidoping di Mosca, colpa ammessa adesso anche dai suoi vertici politici e massimi dirigenti sportivi, ci porta sul carro dei monatti verso le Olimpiadi di Rio della prossima estate.Certo Sebastian Coe, il grande mezzofondista, che ha diretto magistralmente l'organizzazione dei Giochi di Londra del 2012, presidente appena eletto della Iaaf, non poteva tirarsi indietro davanti a questa strage di credibilità smascherata dalla commissione indipendente diretta dal canadese Pound. Ha chiesto ai membri della grande famiglia ereditata nel verminaio creatosi con Lamine Diack un voto chiaro per far capire che non ci saranno sconti per chi ha vinto barando. Atletica russa sospesa a tempo indeterminato, vietate tutte le gare internazionali cominciando dalla gara di marcia per la coppa del mondo in programma a Cheboksary dove Alex Schwazer avrebbe dovuto cercare la sua Olimpiade dopo aver fatto i medesimi patti col diavolo che lo portarono alla squalifica prima delle olimpiadi londinesi.Lo stesso marciatore in una intervista radiofonica è stato durissimo con i russi come a suo tempo lo è stato con se stesso, anche se peccando, proprio per inseguire quei rivali dopati, anche se adesso sta cercando la strada delle redenzione accompagnato da Sandro Donati che su queste miserie ha scritto un libro e che per il suo assistito ora chiede uno sconto di pena, contraddizione con quello che ha detto Alex:« Mi auguro che vengano sanzionati. Sconfiggere completamente il doping sarà difficile, ma bisogna fare in modo che gli atleti bravi e puliti possano emergere».Possibile che tutti gli atleti russi, come dice la saltatrice in alto Chicherova, fossero fuori legge? Già, anche questo è un quesito difficile da risolvere perché, come è successo in tanti posti del mondo, fra peccatori smascherati e gente che l'ha fatta franca, ci sono sempre stati quelli che hanno combattuto per fare pulizia sul campo e intorno a loro. Sono gli atleti i primi a doversi chiedere se hanno sempre denunciato chi allungava la pillolina, chi suggeriva il trucco.Ora siamo al grande bivio: come riconoscere i nemici dai lealisti che amano davvero la fatica senza trucchi? Lasciare fuori i russi dalla prossima olimpiade sembra la soluzione che nessuno vuole. Si parla di una brigata internazionale arruolata sotto la bandiera del Cio per consentire la partecipazione a chi ha superato tutti i controlli e ha un passaporto biologico ineccepibile. Potrebbe essere una strada, ma se quello che è stato denunciato dalla commissione Wada colpisce l'atletica è difficile credere che in quel paese anche altri controlli antidoping non siano stati manipolati per altre discipline come scritto nelle pagine mostrate a Ginevra da Pound, quelle dove si parlava chiaramente di manipolazioni russe pure ai Giochi invernali di Sochi. Siamo nella brutta posizione di non sapere chi avrà diritto a scagliare altre pietre, chi è davvero senza peccato. Nel mondo. Non soltanto in Russia.

Commenti

wrights

Dom, 15/11/2015 - 10:53

Ho l'impressione che la politica sia più drogata dello sport!!!!!

Ritratto di SAXO

SAXO

Dom, 15/11/2015 - 11:33

Il regime criminale mondialista presente in tutte le istituzioni internazionali,comprese le istituzioni sportive.

blackbird

Dom, 15/11/2015 - 11:45

Nessuno fa agonismo e pochi fanno dilettantismo senza un "aiutino"! Si dopano anche quelli che semplicemente frequentano le palestre per smaltire qualche chilo di tropo o rassodare i muscoli inflacciditi da ore di scrivania!

pollicino46

Dom, 15/11/2015 - 18:28

Gli americani (perchè sono loro i fomentatori a cui piace vincere facile) dovrebbero per prima cosa guardare in casa loro specialmente nell'atletica e nel ciclismo. Loro che vogliono esportare la democrazia nel mondo e che hanno trucidato milioni di veri americani pur di appropriarsi delle loro risorse.