Sacchi dice basta «Troppo stress ma Italia cambi»

Arrigo Sacchi lascia il ruolo di coordinatore delle nazionali giovanili dopo 4 anni. Oggi scadrà il suo contratto con la Figc e ha deciso di non prolungarlo. «Con dispiacere lascio un incarico cui tengo molto, ma ho un avversario terribile che sono riuscito a governare a lungo ma che ora sta vincendo ed è lo stress», la spiegazione dell'ex ct azzurro. Sulla decisione di Sacchi hanno pesato anche gli impegni familiari: «Nella mia vita non sono stato un buon padre, avendo trascurato molto mia figlia. Ora ho una nipotina di un anno e mezzo, non voglio fare lo stesso errore».

Nella conferenza stampa di saluto nella sede di via Allegri non manca anche una frecciata polemica al sistema calcio italiano. «Non punta sui giovani per due motivi: i bilanci economici in rosso, che non consentono investimenti a lungo termine e l'eccessivo difensivismo che fa puntare di più su giocatori esperti, mentre il giovane è più generoso e per farlo crescere serve seminare molto per ottenere risultati solo a lungo termine». Una stoccata anche alla nostra nazionale: «Era frutto dell'amore pensare che l'Italia potesse vincere il Mondiale, son stati commessi degli errori e qualcosa in più si poteva fare. Noi abbiamo dirigenti che pensano più al loro potere che al bene del sistema».