«Sacchi? Lo rispetto e poi ha 70 anni...»

Così Allegri dopo le critiche ricevute dall'ex tecnico

Torino Si stuzzicano da sempre. Va detto. E alcune punzecchiature reciproche hanno bucato il video anche in tempi più o meno recenti. Così, tra mercoledì e ieri pomeriggio è andata in scena l'ennesima puntata del Sacchi-Allegri show. Con stoccata (finale?) dell'attuale tecnico juventino, il quale ha risposto al parere dell'Arrigo nazionale secondo cui «i bianconeri vincono in patria, ma in Europa fanno fatica», Conte è («un autentico fenomeno») e Allegri («si accontenta di vincere»): «Io un orecchiante e uno che scopiazza? Nessuno nasce imparato, ma bisogna anche saper copiare. Ad Arrigo io voglio bene. E poi è una persona di 70 anni...». Rispetto e frecciatina, tanto per gradire. Con riferimento anagrafico giusto (Sacchi compirà gli anni il primo aprile) e tanta voglia di difendere la sua Juve: «Rispetto le idee di tutti, il calcio è materia opinabile. Semmai faccio i complimenti al Rosenborg (paragonato da Sacchi alla Juve, ndr), che ha vinto tantissimi campionati: la sua storia va rispettata». Il calumet della pace rimane allora un po' nascosto, pur senza attaccare frontalmente: «Non so cosa dire, mi viene da sorridere. Sacchi è un guru che ha stravolto il calcio: quando parla, bisogna ascoltare. Poi, però, si può essere d'accordo o meno. Dobbiamo avere la forza di non farci scalfire da niente e da nessuno».In attesa (mercoledì) del Bayern Monaco, stasera sotto con il Sassuolo. Con i tre punti sul Napoli da conservare e Buffon a 94' dal primato di imbattibilità di Sebastiano Rossi. «Tra Sassuolo e Torino ci giochiamo una fetta importante di scudetto. La Champions? Non deve essere un'ossessione, ma un sogno realizzabile a cui penseremo tra qualche ora». Intanto, il campionato: «Siamo nella fase finale, in discesa. E dobbiamo sapere che è più pericolosa della salita, perché si può scivolare».DLat