Sagan piega Colbrelli in volata. Nibali punta sul Muro di Bretagna

Fa paura e fa 90. Novanta maglie verdi della classifica a punti conquistate a soli 28 anni. Peter Sagan (nella foto) non si ferma, e aggiorna il proprio palmares e gli albi d'oro. Ieri il fuoriclasse slovacco ha colto il secondo successo in questo Tour, il 10° in carriera. Fa paura il campione del mondo e fa scoppiare le gambe al nostro povero Colbrelli, che almeno ci prova. O meglio, ci riprova: come a La Roche-sur-Yon. Il risultato è lo stesso: secondo. «Per un momento io e Peter siamo stati alla pari, poi... mi sono scoppiate le gambe. Complimenti a lui. Si chiama Sagan, mica Colbrelli», dice il bresciano compagno di squadra di Nibali.

A proposito del siciliano, lo Squalo si muove con grande facilità e lucidità in mezzo al gruppo e sullo strappo finale, esplosivo e non certo adatto ai suoi mezzi, si fa trovare prontissimo e chiude con un più che positivo 10° posto, che fa ben sperare alla vigilia della tappa di oggi: si arriva sul Muro di Bretagna da percorrere due volte negli ultimi 15 km.

Se quella di ieri era una piccola Liegi, oggi i corridori avranno a che fare con una piccola Freccia-Vallone, prima della piccola Roubaix in programma domenica. La frazione odierna (da Brest al Muro di Bretagna, 181 km) può davvero fare male, e risultare indigesta a molti. Il Nibali visto ieri potrebbe anche digerirla bene. Dimenticavamo: ottimo anche ieri Pasqualon (9°), al terzo piazzamento nei dieci in cinque tappe. Per il resto, terza maglia gialla consecutiva per il belga Greg Van Avermaet.

Pier Augusto Stagi