Il Santos a Milano ma Binho resta

Non c'è due senza tre. Quando si è sparsa la voce che in via Turati era in arrivo una delegazione del Santos, in missione per riportare al Peixe Robinho (nella foto), il popolo rossonero deve aver tremato di nuovo. Dopo Thiago Silva e Ibrahimovic, un altro tassello con la valigia in mano sarebbe stato troppo per il Milan sofferente di questo periodo. E infatti Galliani ha preso una posizione netta di fronte all'offerta: Binho incedibile. Il Santos sul piatto metteva quattro milioni più il cartellino del promettente portiere Rafael. Eppure gli indizi di un nuovo addio c'erano tutti: fonti brasiliane stanziate a Milano giuravano sulla volontà di Robinho di tornare a San Paolo a ballare la samba e ricamare ghirigori in campo come ai vecchi tempi. E nei giorni scorsi da Vila Belmiro (quartiere generale santista) arrivavano messaggi bellicosi. «Il Milan non vuole più sobbarcarsi l'ingaggio del giocatore, mentre noi vogliamo riportarlo a casa».
Il discorso filava a meraviglia. Così quando poco dopo pranzo l'agente Gaetano Paolillo si è presentato nella sede rossonera con il procuratore di Rafael e un emissario del Santos, il fantasma della cessione sembrava dietro l'angolo. Quarantacinque minuti dopo, però, il dietrofront. «Abbiamo solo chiacchierato di calcio», si è limitato a commentare laconicamente Paolillo. La realtà è che il Milan può anche essere disposto a discutere la cessione di Binho, ma non la svendita. Si tratta sempre di un giocatore integro e relativamente giovane (28 anni). E se le basi della trattativa restano quelle presentate dal club paulista, allora il numero 70 resta dove è.
Il Santos o le altre società brasiliane interessate (si parlava di un inserimento dell'Atletico Mineiro, squadra dove gioca attualmente Ronaldinho) hanno solo due giorni di tempo per intavolare una trattativa, ben conoscendo le richieste di Galliani. Il mercato in Brasile chiude infatti venerdì. Dopo nel paese verde-oro non potranno entrare nuovi giocatori, ma semmai solo partire calciatori indigeni.
La vicenda Robinho ha distolto in parte l'attenzione della dirigenza rossonera dalla ricerca dei sostituti di Ibrahimovic e Thiago Silva. Oltre ai nomi dei soliti noti (da Rolando a Dzeko, passando per Astori e Tevez), ieri sono comunque spuntati altri due candidati. Gli agenti del difensore dello Stoccarda Serdar Tasci e dell'attaccante del Manchester United Dimitar Berbatov si sono offerti senza troppi giri di parole al Milan. «Ho già ricevuto almeno 15 curriculum di calciatori», ha glissato Galliani, facendo capire come un Diavolo con il portafogli gonfio attiri campioni a destra e manca.
Aspetta una chiamata (chissà…) del Milan o magari della Juve Giampaolo Pazzini, attaccante in uscita dall'Inter (che avrebbe fissato il prezzo in 10 milioni di euro). Per questo motivo il Pazzo ha rispedito al mittente le avances di Werder Brema e Wolfsburg. Vuole restare in Italia e possibilmente in una big. Le pretendenti però non si sono ancora fatte vive. In particolare la Vecchia Signora in avanti sogna ancora un campione internazionale da regalare a Conte e snobba il centravanti nerazzurro. Marotta, che ieri si è ritirato forse definitivamente dalla corsa a Destro e ha ammesso il gradimento per Jovetic, sta nel frattempo chiudendo per Armero. Ennesimo rinforzo in arrivo dalla gioielleria Pozzo di Udine.
In casa Inter invece si pensa più alle cessioni che agli acquisti. Bloccato Mudingayi per la mediana, la sensazione è che per i nuovi colpi occorrerà aspettare le partenze di Julio Cesar, Maicon e lo stesso Pazzini. Niente fretta, però. Al 17 luglio può essere cattiva consigliera…