Il sardo vuole volare ancora: sfida il mostro

Vola Fabio Aru. Sembra non toccare terra. Leggero leggero, con un sorriso grande così. Sogna Fabio Aru, ma poco poco, «perché porta male, perché non mi conosco ancora bene», dice il 23 enne sardo di Villacidro. Si gode a pieni polmoni un secondo posto che vale una vittoria, ma soprattutto vale il terzo posto in classifica generale, che può anche diventare secondo. «Non esageriamo. Io sono abituato a fare un passo per volta. Una pedalata dopo l'altra. Ora lasciatemi godere questo momento, poi domani (oggi per chi legge) penserò allo Zoncolan. Sono felice per me, per i tanti tifosi che ho trovato lungo la strada, per quelli venuti dalla Sardegna, come i miei genitori e i miei zii». C'è anche Valentina, la fidanzata, che è di Torino. «Lei mi ha dato equilibrio, serenità, voglia di fare sempre bene. Questo per me è un momento magico. Se in questi mesi mi sono preparato bene, facendo tutte le cose che dovevo fare, devo dire grazie anche a lei». Ora lo Zoncolan, il mostro carnico. Pendenze medie del 12% punte del 22. «Non l'ho mai fatto, ma l'ho visto in macchina – dice Fabio -. Mi portò tre anni fa Olivano Locatelli, il mio tecnico da under'23. È una salita tosta, di quelle che ti fanno sputare l'anima. Ma a me piacciono. Più sono dure e più c'è soddisfazione scalarle». Sempre più su, con Fabio.