Sarri, Pioli e Sousa in turnover, ranking a rischio

Questa sera largo ai panchinari, conta il campionato

Jacopo GranzottoE pensare che stavamo già facendo i conti sul ranking, sugli inglesi che arrancano e sull'imminente preliminare di Champions per la quarta italiana. Pareva proprio un'inevitabile rientro nell'elite europea a suon di vittorie. E, invece, a ben guardare - oltre alle due inguaiate italiane di Champions (la Roma può solo sognarselo il passaggio di turno) - c'è da fare i conti col flop delle tre di Europa League. Che dopo un'andata senza vittorie rischiano di tornare ad essere belle di notte in Italia. Insomma, quattro squadre su cinque sembrano più fuori che dentro i confini europei. In Europa League oggi i primi verdetti. Rischia soprattutto la Viola che dovrà cercare la vittoria a Londra contro il Tottenham o perlomeno dovrà pareggiare segnando un gol per andare ai supplementari. Il Napoli, che i bookmaker inglesi davano per terzo favorito per la conquista del trofeo, ha un compito arduo contro i palleggiatori del Villarreal. Gli azzurri dovranno vincere con due gol di scarto, mica una passeggiata. Maurizio Sarri pare abbia capito la lezione: se vuole battere gli spagnoli dovrà utilizzare più titolari possibili alla faccia di chi (a Napoli) chiede a gran voce di schierare rincalzi per non rischiare infortuni in vista della corsa scudetto. Ha capito la lezione, però insiste: stasera qualche big (tra cui Albiol e probabilmente Higuain al quale Sarri ha chiesto di decidere se scendere in campo o meno) resta in panca. Facile prevedere qualche problema. E veniamo alla Lazio che, dopo l'1-1 in Turchia, avrebbe le carte in regola per portare a casa l'ottavo di finale in uno stadio Olimpico che si preannuncia, al solito, deserto. Pioli dice di crederci, ma giocano Matri, Basta e Djordjevic, mah.In attesa che il pessimismo venga smentito dai risultati, sarebbe il caso di parlare di vero tracollo per le nostre di coppa. Analizzando il rendimento in Europa League delle italiane fa, infatti, una certa impressione constatare lo scarto tra i risultati ottenuti nella fase a gironi rispetto a quella a eliminazione diretta. Un abisso. Si passa, infatti, dai 42 punti in sei partite (media 2,33 punti a partita) ai due punti dei tre scontri diretti d'andata (media 0,66). Andamento simile in Champions. Si passa, infatti, dai 17 punti (media 1,42 punti) della fase a gironi al punto (media 0,50) della fase eliminatoria. Come dire che reggiamo il confronto col resto d'Europa (Barcellona escluso) fino alla pausa invernale, poi la nostra competitività crolla in verticale. Per tornare a sognare improbabili zone europee, belle, bellissime fino ad agosto inoltrato. Poi diventano solo una rogna. Usi e costumi.