Sceicco furbetto, mi fai ricco ma ti tradisco appena posso

Emiri e magnati sono incuranti del fair play finanziario e fanno shopping I big, da Ancelotti a Ibra a Tevez, ne approfittano e programmano la fuga

Gli strani harem del pallone ricoperti di soldi senza passione. L'avvento degli sceicchi ha sconvolto l'Europa del calcio fagocitata a suon di milioni di euro. Prima il City, poi il Psg. Eppure nel palazzo ci si sta, ma non troppo a lungo perché ci saranno anche i soldi per tutti ma si finisce per avere troppe prime donne sotto lo stesso tetto. E la convivenza non è tutta rose e fiori. Il primo esempio è il Manchester City. Ogni anno spende a volontà ma anche vende o addirittura svende. A partire da Robinho e dal fratello del Boateng rossonero, Jerome. Poi a gennaio è stato il turno di Mario Balotelli, definito dallo stesso Mancini «un affare a quelle cifre». Insomma praticamente regalato grazie all'ennesimo gioco di prestigio di Adriano Galliani. Pochi mesi e i Citizens si sono visti scaricati da Carlitos Tevez che ha preferito il fascino della Signora. E non è finita. Perché Edin Dzeko è già praticamente un ex: se lo contendono Napoli e Atletico Madrid. Insomma lo sceicco Mansour ammalia facilmente, ha già speso 60 milioni di euro per Fernandinho e Jesus Navas per la prossima stagione, ma difficilmente fa innamorare.
Un po' quello che succede se solo si attraversa la Manica al collega Al Thani che è sbarcato a Parigi e si è portato in un colpo solo all'ombra della Tour Eiffel Ancelotti, Thiago Silva, Verratti, Ibrahimovic e Lavezzi. Un anno e mezzo dopo Carletto ha fatto di tutto per liberarsi e dire sì al Real Madrid, missione compiuta perché i soldi alla fine non sono tutto. Non che l'allenatore italiano guadagni meno in Spagna, ma nel pallone conta anche altro. E fa niente che il Psg sia a un passo da Cavani e stia preparando l'assalto a De Rossi e Hernanes, allargando ulteriormente l'harem. Comunque non basta promettere uno squadrone perché Thiago Silva fa l'occhiolino al Barcellona, Ibrahimovic non vuole essere oscurato e pensa al Real o al Chelsea e Lavezzi è pronto a scatenare un derby tra Inter e Milan pur di tornare in Italia.
Gli sceicchi, quindi, finora non sono riusciti a scalfire il fascino dei grandi club che hanno storia e blasone. Non si spiegherebbe altrimenti perché il Psg, nonostante promettesse la luna sul mercato, ha faticato tanto per trovare un erede in panchina a Carlo Ancelotti incassando tanti «no, grazie». Non ultimo quello di Mourinho che ha preferito tornare a casa, al Chelsea di Roman Abramovich.
E qui nel risiko pallonaro si apre una sfida tra i potenti della terra, nel senso dei padroni di gran parte delle risorse naturali. In soldoni, gas e petrolio, magnati e sceicchi. Lo zar dei blues ha speso «solamente» 30 milioni finora. Lo sceicco Al Thani però si deve guardare anche in casa perché al Monaco c'è un altro magnate Dmitry Rybolovlev che sta regalando a Claudio Ranieri una squadra da sogno: Radamel Falcao, Joao Moutinho e James Rodriguez sono costati 130 milioni di euro. E non è finita: il prossimo potrebbe essere Boateng dal Milan. Alla faccia del fair play finanziario aggirato grazie al «dolce» regime fiscale del Principato; o attraverso lo sponsor da 700 milioni dal Psg. Peccato che sia l'ente del turismo del Qatar… Non solo ricchi, ma anche furbetti.