Da Tavecchio una carezza per Conte: la Figc non sarà parte civile contro il ct

Calcioscommesse, prima udienza a Cremona. Scelta processuale o trattamento di riguardo? E così la posizione del tecnico si alleggerisce

Comincia nel migliore dei modi per Antonio Conte il processo di Cremona che vede il ct della Nazionale accusato di frode sportiva insieme ad altri 114 imputati. Nella caotica aula dove il giudice Beluzzi dà faticosamente il via all'udienza preliminare, prende la parola l'avvocato che rappresenta la Figc, comunicando la decisione della Federcalcio di costituirsi parte civile contro quasi tutti gli imputati. Tutti tranne tre, per l'esattezza: e uno dei tre che la federazione rinuncia a perseguire è proprio lui, Conte. Il processo nei suoi confronti va avanti, e gli avvocati confermano la decisione del tecnico azzurro (anticipata ieri dal Giornale) di chiedere il rito abbreviato, sperando di venire assolto prima degli Europei; ma è indubbio che la decisione della Figc alleggerisce sensibilmente la posizione del più illustre tra gli imputati.

Trattamento di riguardo o scelta processuale? Ieri arrivano versioni diverse per la indulgenza federale verso Conte. In un primo momento le agenzie di stampa parlano di scelta di «natura tecnica, connessa al procedimento davanti alla giustizia sportiva». Poi si spiega che invece la decisione della Figc è stata di scendere in giudizio unicamente contro gli imputati di associazione a delinquere, e non contro i tesserati accusati di singoli episodi di combine: versione smentita dai fatti, visto che i legali federali si sono costituiti anche contro numerosi calciatori che la Procura considera estranei al reato associativo, e accusati solo di frode: da Tamburini del Modena a Fiuzzi del Monza, da Bombardini del Livorno a Ariatti del Pescara. E allora? Nuova versione: viene risparmiato Conte (e insieme a lui il suo vice Angelo Alessio e il coach udinese Stefano Colantuono) perché accusato unicamente di comportamenti «omissivi», ovvero di non avere denunciato i magheggi dei calciatori.

Il risultato è comunque paradossale, perché la federazione in questo modo si costituisce contro tesserati come il camerunense Thomas Job (ex Grosseto, ora al Foligno) che è uscito assolto dal processo davanti alla giustizia sportiva, mentre viene graziato Conte che il procedimento federale ha riconosciuto colpevole (quattro mesi di squalifica). Ed è ben vero che il presidente federale Tavecchio nel giugno 2015 fece appello al garantismo, «tutti sono innocenti fino alla condanna definitiva». Ma alcuni evidentemente sono più innocenti di altri.

Commenti

ghorio

Ven, 19/02/2016 - 13:09

Se onte ha sbagliato deve pagare. La Federazione calcistica, come al solito, fa due pesi e due misure.