Schelotto la meteora: "Il mio derby non è finito"

L'argentino del Sassuolo firmò l'ultimo pareggio: "Fu uno dei gol più importanti della mia vita. Lavoro per tornare all'Inter"

Maranello - El Galgo (il levriero) di Buenos Aires ha un sito internet, www.ezequielschelotto.it, l'ha presentato ieri nel ristorante argentino al paese della Ferrari. All'Atalanta debuttò in nazionale, con l'Inter aveva firmato per 4 stagioni e mezza, è in prestito a Sassuolo e forse passerà alla storia come meteora nerazzurra. Soprattuttoi per un gol segnato nell'ultimo derby

Schelotto, a febbraio il derby finì 1-1, vantaggio di El Shaarawy e pareggio suo. Siete due oriundi smarriti?
«Le qualità di Stephan non si discutono, è un grande giocatore e l'ha dimostrato. Ha 21 anni eppure è maturo, occorre dargli tempo, gli infortuni l'hanno condizionato, mi auguro possa tornare al top perchè ha grandi prospettive. Io sono contento di quanto sto facendo, avevo segnato alla Lazio: a fine ottobre il guaio a una caviglia con l'Udinese, conto di rientrare almeno per la sfida del 12 gennaio al Milan».

Della stracittadina è stato eroe per caso?
«Quella domenica sera fu tutto veloce. Appena entrato segnai di testa l'1-1 su cross di Nagatomo, non lo dimenticherò mai: è stato fra i gol più importanti della mia vita».

Nella probabile formazione, l'unico nuovo è Taider.
«Rispetto all'anno scorso, con Mazzarri ha cambiato tantissimo l'atteggiamento. Per quanto ha investito, l'Inter deve lottare per lo scudetto».

Come spiega l'esplosione di Jonathan, nel suo ruolo?
« L'esperienza del nuovo tecnico valorizza chi viene da un'annata difficile. Io sono amareggiato per non essere rimasto, il sogno della maglia dell'Inter si è realizzato, avrei potuto fare di più: se in Emilia mostro di valere, potrei tornare».

Mateo Kovacic è troppo giovane come playmaker dell'Inter?
«A 18 anni, mostra già qualità, al di là dei contrattempi fisici. Pazientiamo».

Ricky Alvarez era il suo compagno preferito. E' alla consacrazione?
«Dalla fine dello scorso campionato va forte, è nell'Argentina, peccato soltanto che domenica manchi».

La presidenza Thohir farà il bene dell'Inter?
«E' utile. L'emblema resta Moratti, lo ringrazierò sempre. Spero che l'indonesiano raccolga quanto la famiglia a cui è subentrato».