Schumi jr. conquista la prima vittoria «Quello che è successo è incredibile»

Dal premio come miglior «rookie» alla prima vittoria nel giro di 24 ore. Buon sangue non mente, verrebbe da dire. Il piccolo Schumi, figlio del sette volte campione del mondo di F1, fa suonare l'inno tedesco a Oschersleben nel suo weekend d'esordio nell'Adac Formula 4, nuova classe d'eccellenza dell'automobilismo teutonico. Due rimonte da brividi nelle prime due gare, nelle quali erano arrivati rispettivamente un nono e un dodicesimo posto, poi la zampata nella frazione più attesa. Mick Schumacher sfrutta la partenza dalla prima fila e mette dietro di sé tutti gli avversari sulla pista di quasi 4 chilometri dove papà Michael, sette anni fa, si cimentò senza fortuna in sella a una Honda nella Superbike.

E così le coppe diventano due, non male per chi si è appena affacciato nel mondo della Formula 4, molto diverso da quello dei kart, dove il 16enne Mick aveva infilato una serie di successi che gli avevano permesso di essere vicecampione iridato juniores. «Non ci posso credere, è incredibile quello che è successo in questo weekend», le parole di Schumi jr. seguito sul circuito del debutto solo da nonno Rolf e dal suo manager Sabine Kehm, portavoce della famiglia Schumacher e suo «angelo custode» nel rapporto con i media.

Il racconto del weekend di gloria inizia con il recupero dalla 19ª alla 9ª posizione nella gara di sabato. E già il giovane Mick aveva mantenuto la promessa: finire tra i primi dieci tra i 35 piloti che si erano qualificati. Ieri mattina si è confermato miglior debuttante della categoria con un'altra rimonta monstre con sorpassi d'alta scuola (dal 20° al 12° posto e poteva anche andare meglio se non fosse entrata in pista per due volte la safety car) nonostante una partenza incerta, costatagli tre posizioni. La ciliegina del pilota del Van Amersfoort team è arrivata nella terza prova: scattato dalla prima fila (un posto all'altezza del suo nome), Schumi jr. non ha tradito le attese e ha saputo gestire al meglio la gara, tagliando per primo il traguardo con la sua monoposto numero 25.

E se dovrà aspettare due anni per bere lo champagne in pubblico, per spruzzarlo anche in Germania non ci sono limiti di età. Chissà se a papà Michael, ancora in convalescenza dopo il grave incidente sugli sci del dicembre 2013, sarà arrivata l'eco dei successi dell'erede. Restio a telecamere e microfoni, ma anche a contatti con altri piloti nel paddock, atteggiamento comprensibile per chi ha la pressione di uno che porta un cognome così importante. Lo aspettano altre sette gare, il difficile arriva adesso.