Scolari con l'attacco spuntato rimpiange la Seleçao che fu

Pelè: "Troppo Neymar-dipendenti, servivano Kakà o Ronaldinho"

«Per la prima volta la Seleçao non ha un attacco definito, questo mi preoccupa, spero non si trasformi in un limite». Dichiarazione di Pelè in tempi non sospetti, erano i primi di maggio e Scolari aveva ormai deciso le convocazioni: «Il Brasile a questo mondiale ha una difesa più forte ma un attacco più debole, non abbiamo un grande centravanti, alla coppa del Mondo siamo sempre andati con degli attaccanti favolosi, adesso non è più così». A rileggerlo non sembra proprio che O'Rey, 74 anni, avesse le idee confuse. Qualcuno ai tempi aveva pensato stesse solo tirando la volata a Leandro Damiao, acquisto di dicembre del Santos dall'Internacional di Porto Alegre per 41 milioni di real, circa 13 milioni di euro. Insomma un santista al posto del carioca Fred, una storia di cortile. Damiao, 25 anni, era il titolare della nazionale e Fred solo la sua riserva. Un infortunio lo ha messo fuori alla vigilia della Confederations Cup dello scorso anno ma era il più amato all'interno della Seleçao, un affetto e una stima testimoniate dai compagni che durante la cerimonia di premiazione avevano indossato una maglia col suo nome. Damiao era l'unica vera alternativa a Fred e si riteneva perfettamente guarito dall'infortunio alla coscia destra che peraltro il medico sociale aveva dichiarato risolvibile in tre settimane. L'esclusione lo ha irritato non poco se all'indomani dello 0-0 con il Messico, ha inviato un sms a Felipe Scolari con un cuore sullo sfondo: «Dio sa che c'è un tempo per tutto, Lui dà gloria a tutti e io lo ringrazio per quanto mi ha dato e per quanto mi ha tolto». Il ct della Seleçao rispose scocciatissimo: «Moriremo o vivremo abbracciati a Fred».

Nei giorni precedenti alla lista definitiva dei convocati, c'era molta pressione sul ct proprio per il ruolo di punta centrale, il Brasile gli chiedeva un'alternativa al bomber della Fluminense, anche lui particolarmente soggetto a problemi fisici, ma era stato proprio lo straziante amore di Fred per la Seleçao a convincere Scolari. Il centravanti durante il campionato si era infortunato e quando, dopo sei mesi di stop, era finalmente convocabile, aveva evitato un rientro affrettato proprio per non compromettere la sua partecipazione al Mondiale, nonostante la Fluminense stesse precipitando in serie B. Questo aveva convinto Scolari ad aver scelto l'uomo giusto.

Una probabile alternativa a Fred comunque Scolari l'aveva, era Diego Costa, il centravanti dell'Atletìco di Madrid: «Per me lui sarebbe stato un giocatore importante. Ma gli ho parlato due volte, ha scelto la Spagna e va bene così. In realtà, credo lo abbia fatto perché ha altri interessi, con il passaporto spagnolo è naturalizzato e può trasferirsi in Premier League senza problemi». La voce che girava sulla scelta di Diego Costa parlava di tanti soldi versati attraverso gli sponsor. Insomma Scolari è rimasto con il cerino in mano e ha dovuto difendere l'unica punta centrale a disposizione. Non ci sono centravanti brasiliani nei migliori club europei, e questo forse per la prima volta, nessuno nella Liga, in Premier, in Bundesliga, in serie A e in Ligue 1. Lo scolorito João Alves de Assis Silva detto Jô, gioca nell'Atletico Mineiro, Givanildo Vieira de Souza, noto come Hulk, è in Russia nello Zenit di Leningrado.

Proprio ieri Pelè è tornato sull'argomento suscitando nuove polemiche perchè nella Seleçao nessuno accetta questa profonda crisi di bomber e nel Paese tutto questo è visto come una disgrazia che non dice niente di buono: «É una nazionale troppo dipendente da Neymar - ha detto Pelè -. Avrei portato uno fra Kakà, Robinho o Ronaldinho, per variare le fonti del gioco offensivo, e l'attaccante centrale potrebbe essere Hulk. Lui non è molto diverso dal Jairzinho del 1970. Me lo ricorda tanto, è forte fisicamente, è molto veloce ed è dotato di una buona tecnica». Adesso si parla apertamente di Neymar Falso Nueve per risolvere definitivamente la questione, ma Scolari ha altre soluzioni pronte, per lui la colpa è tutta della pressione, i suoi convocati sono perfetti ma si emozionano in continuazione e piangono. Così ha chiesto l'intervento di una psicologa, Regina Brandao, lei risolse anche le tensioni del 2002, venne chiamata e il Brasile fu pentacampèon. Davanti c'erano Rivaldo, Ronaldinho e Ronaldo.