Scolari tra scuse e orgoglio, ma intanto il Brasile ha scelto il suo erede

Pioggia di critiche per Scolari, nell'occhio del ciclone in un Brasile affamato di un qualche capro espiatorio. Intanto per il dopo Felipao, avanza la candidatura di Tite

Felipe Scolari dopo la tragedia sportiva contro la Germania si è definito "unico responsabile" di ciò che è accaduto, ma evidentemente questo non è bastato a preservarlo da una pioggia di critiche, le quali sono anche diventate insulti in certi casi.

I nodi, a cominciare ad esempio dalla decisione di puntare su Bernard come alternativa a Neymar o quella di non pensare ad un centrocampo più folto nel match coi Tedeschi, stanno venendo al pettine. Molti gli contestano anche le scelte nelle convocazioni, perché ora tutti si chiedono conto del perché si sia deciso di puntare su Fred, che si è dimostrato totalmente inadeguato, e si è invece preferito lasciare a casa uno con la classe di Kakà.

Oggi è arrivata anche la pesantissima invettiva dell'agente di Neymar, il quale attraverso Twitter ha avuto parole di fuoco contro Felipao, usando termini molto offensivi, definendolo un "vecchio arrogante" e ricordando alcuni dei suoi precedenti fallimenti come tecnico.

Anche la Federazione, attraverso il suo vice-presidente, ha additato Scolari come causa del fallimento. Secondo Delfim Peixoto, il tecnico:

"Ha mostrato di avere timore fin dal momento delle convocazioni e ha commesso errori in tutto".

Quindi ha giurato che "Scolari non avrà mai più la possibilità di guidare una selezione nazionale carioca" e gli ha addirittura consigliato di non allenare più.

Che Scolari vada via è comunque certo. Il suo posto verrà preso probabilmente da Adenor Leonardo Bacchi, 53 anni, meglio noto come "Tite", il quale due anni fa ha portato il Corinthians all'accoppiata Libertadores - Intercontinentale. Secondo alcuni addetti ai lavori potrebbe però essere vagliata anche la candidatura di un Europeo ( in passato, ad esempio, Guardiola aveva ammesso come gli sarebbe piaciuto allenare la squadra pentacampeon), il che sarebbe una rottura con la tradizione, che vuole sempre tecnici brasiliani al timone dei verdeoro. Tuttavia tale opzione appare di difficile concretizzazione.

Intanto Scolari oggi ha provato a difendere il proprio operato, affermando che:

"E' vero che nessuno si aspettava un risultato così negativo" ma aggiungendo che "non si può dimenticare che era da 12 anni che il Brasile non giungeva tra le prime quattro".

Commenti

UESSEI

Gio, 10/07/2014 - 23:47

Non sempre è festa, nel 1994 con una squadra fatta di giocatori che militavano nella serie a italiana, ma in squadre dei seconda terza fascia, il Brasile vinse ai rigori, con l'Italia che almeno in quella occasione, lo surclassava come tasso tecnico dei giocatori. Non si deve dimenticare che l'ormai ex allenatore del Brasile è riuscito a perdere gli europei, in casa, con la Grecia, quando allenava il Portogallo. Non aver fatto giocare Kakà è una grave colpa, dal momento che tolto Neymar, c'è poca o nulla classe e forse sarebbe stato utile anche Robinho. Troppa illusoria la vittoria dello scorso anno contro la Spagna. In questo campionato l'unico gol segnato in fuorigioco lo ha realizzato Fred, che un anno fa contro l'Italia ne ha realizzato due, ma sempre in fuorigioco. Il vezzo di mettere il nome nella maglia è tipico brasiliano, e non credo che per Fred si svenino i grossi club. Da qualche tempo, il Brasile si riconosce solo per il colore della maglia. Meglio fermarsi qui, non sta bene tirare sulla croce rossa, ma per la cabala, il Maracanà rimane tabù per i giallo oro, lo è stato nel 1950, lo è oggi.