Se Allegri scatena il domino il Milan cerca il traghettatore

Van Basten, Rijkaard, Seedorf, Inzaghi, Gattuso, e poi Vincenzo Montella: ma Massimiliano Allegri piace ai vertici?
Un allenatore in cui si crede veramente non può giocarsi la riconferma per un posto in Champions, magari per un punto, dopo aver preso una squadra resettata a inizio stagione. Via Turati ha già fatto la sua scelta, a prescindere dal terzo posto, deve solo trovare un buon traghettatore prima di arrivare a Cesare Prandelli, vero obiettivo per la stagione 2014/15. C'è il nome, è l'attuale ct dell'Under 21 Devis Mangia, milanese di Cernusco sul Naviglio, poco più di 150mila euro a stagione di ingaggio con la federazione, giovane, idee, e un grande sponsor come Arrigo Sacchi. Mangia dopo l'impegno europeo di giugno può considerarsi libero, Mauro Tassotti al fianco è una garanzia. In una squadra che punterà sempre più sui giovani, sembra proprio la scelta più logica. Adriano Galliani pensa a Vincenzo Montella ma la Fiorentina se ti avvicini morde, i Della Valle hanno trovato il loro uomo e sono pronti a bloccarlo con un rinnovo fino al 2018 e con 2 milioni a stagione ci si può accontentare.
Lui, Petkovic, Mazzarri e Conte sono sicure conferme fra le big della A, per le altre l'uscita di Allegri dal Milan potrebbe creare un effetto domino su tutto il campionato. Allegri comunque non trema, la Roma gli ha offerto un triennale, è una candidatura forte, con l'alternativa Stefano Pioli che persi Diamanti e Gabbiadini, potrebbe chiedere al Bologna sforzi economici difficili da esaudire, mentre a Roma troverebbe un ambiente che non può consentirsi una terza stagione buca dopo Luis Enrique, Zeman e Andreazzoli. E questo nonostante i bookie diano quest'ultimo come prima scelta per il prossimo anno davanti a Allegri, Mazzarri, Pioli, Ancelotti e Blanc, con Luciano Spalletti dato a 10 che fa sapere: «Il mio ritorno in Italia è impossibile. Se lo Zenit di San Pietroburgo non mi manda via, rimango».
E qui si entra in Europa anche se il calcio italiano è fuori range. Pensiamo a Spalletti: porta a casa 5,5 mln a stagione più bonus, più una percentuale sulle operazioni di mercato e ha aperto una società di import export con il fratello per la promozione di vini e oli toscani in Russia. Inamovibile, nessuna fra le nostre può offrirgli altrettanto. Si è parlato anche di Carlo Ancelotti che si è subito abituato a maneggiare euro en liberté. Con un retroscena che smuoverebbe panchine a raffica anche in Europa sotto la spinta di Alberto Galassi. L'avvocato modenese è stato il primo italiano a entrare nel cda del Manchester City ed è considerato uno degli artefici della vittoria in Premier lo scorso annoi Grande amico di Adriano Galliani, determinante nell'affare Mario Balotelli, Galassi portò Mancini al club, così come ora sarebbe pronto a scaricarlo proprio per Carlo Ancelotti. L'offerta è da svenimento, progetto quadriennale a 12 milioni a stagione. E Carlò (che resta il primo candidato per il Real Madrid) in Premier ci tornerebbe al volo, per il fascino e per come l'ha amaramente lasciata. Neppure Roberto Mancini rimarrebbe spiazzato, c'è il Monaco di Claudio Ranieri che lo ha già chiamato per la nuova Liga1 nel Principato, e al Mancio certi scenari attizzano sempre, con i nuovi sponsor russi che promettono tanto gas.
Bloccato lo United dall'immarcescibile sir Ferguson, la terza panca è quella del Chelsea e qui c'è già più che una voce. È finita l'avventura di Josè Mourinho al Madrid, prenderà il posto di Rafa Benitez e ritornerà alla corte di Roman Abramovich dove ha lavorato dal 2004 al 2007, la pesante sconfitta di Dortmund ha sciolto le ultime controindicazioni. Pepp Guardiola è al Bayern e forse Jurgen Klopp resta a Dortmund, perché nonostante le smentite del club, senza Lewandowski, Goetze e Hummels il quadro cambia. Il Barcellona ha confermato Tito Vilanova come Massimo Moratti sta facendo con Andrea Stramaccioni con cui ha finora pianificato la campagna acquisti. Con due mine vaganti, Manuel Pellegrini del Malaga ed Eusebio Di Francesco, tecnico del Sassuolo meraviglia.