Se avessimo sempre giocato così...

Ancora una volta la regola d'ora non trova eccezioni. E come per miracolo, dopo il derby delle quattro sberle, la Lazio pare rigenerata. Il meccanismo è perverso, ma a Roma le cose funzionano così ormai da anni. D'altra parte, nel girone d'andata, i giallorossi strapparono un 1-0 discretamente immeritato e cominciarono a resuscitare dopo settimane di risultati imbarazzanti. E dunque ci sta che, archiviato un derby che difficilmente poteva essere più gustoso, ce ne andiamo sul campo di una delle squadre più in forma del campionato e portiamo via i tre punti. Alla fine, nonostante i botta e risposta e le parate di Muslera e Rubinho, neanche troppo immeritati. Il punto, però, è un altro. Perché dopo la Roma e il Genoa il rimpianto di una squadra che troppo spesso è scesa in campo a fare scampagnate regalando almeno una decina di punti c'è. La Lazio, è chiaro, qualcosa di più lo poteva fare. Senza la farsa e le false illusioni di chi parte a settembre minacciando di vincere lo scudetto e la Champions per poi ritrovarsi a correre per la Uefa, possiamo dire che se ci avessimo messo un po' più di testa magari la qualificazione Uefa ce la saremmo portata a casa. Per fortuna, però, l'occasione per rimetterci in pista ce l'abbiamo con la Juventus mercoledì. Nella speranza che la Lazio decida di scendere in campo per giocare a pallone e non per una gita fuori porta come troppo spesso ha fatto.

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