Se Collina è più colpevole dell'arbitro

Mai visto un arbitro così incapace come il francese Lannoy nell'ottavo di Champions League fra Barcellona e Manchester City (2-1 per i catalani). La colpa non è solo di questo signore, 45 anni a settembre, prossimo alla pensione, che di mestiere fa il distributore di videogames. Lo è anche dell'italiano Collina che, in qualità di designatore Uefa, l'ha mandato allo sbaraglio. Ci sarà pure qualche motivo se lo svizzero Busacca, il capo degli arbitri in seno alla Fifa, l'ha escluso dal Mondiale brasiliano nella riunione dello scorso gennaio. Lannoy ne ha combinate di tutti i colori al Camp Nou penalizzando prima il Barça e poi il City: niente rigore sul fallo di Lescot a Messi, gol annullato a Neymar per un fuorigioco inesistente di Jordi Alba, rigori negati a Silva e Dzeko, il rosso a Zabaleta. Pessimo lui, disastrosi i suoi compagni di viaggio, a dimostrazione di quanto siano poco utili gli arbitri di porta. Questa è la cronaca che si porta appresso una domanda: «Cosa ha spinto Collina a fare questa designazione dopo le polemiche dell'andata?». Già perché all'Etihad Stadium lo svedese Eriksson aveva spianato la strada agli spagnoli regalando loro un rigore per un fallo da ultimo uomo (questo sì) di Demichelis su Messi commesso fuori area. Era sufficiente controllare la moviola per rendersi conto che bastava la punizione. Ma i parrucconi di Uefa e Fifa non vogliono saperne dei mezzi televisivi. La designazione di Lannoy, che nell'ultimo Europeo arbitrò Italia-Germania concedendo ai tedeschi un rigore fasullo per colpa del solito addizionale, sa di contentino. Un cioccolatino prima dell'addio. Tanto valeva allora dirottarlo al Bernabeu dove il Real affronterà la prossima settimana lo Shalke 04 sconfitto per 6-1 all'andata. Da quelle parti non avrebbe fatto danni.