Se passiamo nessuno parli di eroi

La maschera indossata da Bonucci, per proteggergli il naso rotto, potrebbe servire a tutta la truppa in caso di pareggio-sconfitta

Nemmeno la notte prima di Madrid, nemmeno quella di Pasadena o di Berlino. Allora sapevamo di poter vincere un mondiale o di perderlo, comunque c'eravamo e con il petto pieno di orgoglio, di fronte alla Germania, al Brasile e alla Francia. Stavolta no, è l'ora ultima, tremanti e piagnucolosi davanti alla Svezia, non c'è una seconda scelta, vincere o sparire nel canneto. L'allenatore Ventura ha detto di non essere stupito di tanta tensione. Ha ragione. Essendo lui abituato alle mezze luci, alla zona salvezza, essere arrivati ai play off, dopo aver stracciato le vesti a Macedonia, Israele, Liechtenstein e Albania e aver perso l'andata di Stoccolma, rientra nei programmi suoi e di tutto l'ambiente federale.

La maschera indossata da Bonucci, per proteggergli il naso rotto, potrebbe servire a tutta la truppa in caso di pareggio-sconfitta. Come al solito, in quarantotto ore siamo passati dalla sicurezza alla depressione e di nuovo all'eccitazione, con la convinzione che lo stadio milanese ci aiuterà nell'impresa, tra Peppino Meazza e San Siro il cielo potrà fare quello che la terra non concede. Ma non sarebbe affatto un miracolo battere la Svezia, mentre sarebbe infernale concludere oggi una storia che dura da quasi sessant'anni, dal giorno maligno di Belfast, era il quindici gennaio del Cinquantotto, quando l'Irlanda del Nord ci rispedì a casa lasciandoci fuori dai giochi che, guarda un po' gli scherzi del destino, si giocarono in Svezia.

Cabale, scongiuri, difficile toccare altri temi e oggetti, non conta lo schema, servono i gol, non basta annunciare cuore e battaglia, occorre poi battersi sul serio e non a calci e cazzotti. E' davvero strano quello che stiamo vivendo. Ci sono tre club, Juventus, Roma e Napoli che sperano di andare a Kiev, a giocarsi la finale di Champions league, mentre c'è una squadra, la nazionale azzurra, alla quale, per il momento, è negato il viaggio a Mosca. Tutti sanno dove stia l'errore. Può essere corretto realizzando due gol, senza subirne alcuno. Non è un'impresa eccezionale. Ma con quello che Ventura prende dal convento, sembra comunque complicato. Un dato solo è certo: in caso di vittoria, che nessuno scriva o parli di eroi. Abbiamo già fatto ridere abbastanza.