Il secondo oro per l’Italia è ancora donna. Michela Moioli trionfa nello snowboard

Travolgente gara della ventiduenne bergamasca. A Sochi uno scontro con un’avversaria le aveva procurato la rottura dei legamenti del ginocchio

Arriva la sesta medaglia per l’Italia alle Olimpiadi di Pyeongchang. Ed è un secondo oro al femminile. L’ha conquistato la ventiduenne di Alzano Lombardo, Michela Moioli, nello snowboard cross, con un’inarrestabile corsa alla finale, una tenace lotta per conquistare una medaglia che aspettava da quattro anni. Ha travolto le avversarie nei quarti, in semifinale, e infine nell’ultima decisiva gara, che l’ha consacrata al vertice di uno sport che quest’anno stava già dominando in Coppa del Mondo. Alle sue spalle la
giovanissima francese Pereira de Sousa e la ceca Samkova. Una vittoria storica per l’Italia, mai arrivata sinora alle Olimpiadi.

Ma quella di Michela Moioli non è una storia facile. La vittoria di oggi è un riscatto covato da Sochi, quando, diciottenne, già vicina alla medaglia olimpica, fu buttata fuori pista da un’avversaria. In uno sport di contatti fisici frequenti è una circostanza che può capitare. Ma quella fu una caduta clamorosa: a diciotto anni, alle Olimpiadi, davanti al sogno di una ragazza, e la conseguenza fu la rottura dei legamenti crociati del ginocchio.

Tutto da rifare per Michela. La riabilitazione, la ripresa degli allenamenti. Ma proprio la cura particolare nel recupero ha reso il suo corpo ancora più forte, preparato. Quest’anno era lei la donna da battere, ma alle Olimpiadi le gambe tremano anche se si è i favoriti. Michela è stata perfetta fino alla finale, e nel giorno decisivo ha gestito una gara in crescita, con un finale travolgente sulla sequenza di ultimi salti che l’ha
spinta sempre più avanti, infine in testa nel tratto conclusivo, e che le ha portato il sognato, meritatissimo oro. Prima della gara, nonostante la paura, aveva deciso che non voleva l’argento o il bronzo. La sua medaglia era l’oro. L’esempio di Arianna Fontana davanti, un talento unico che in questa occasione si è affiancato come in molte altre con un’ottima tenuta psicologica, una preparazione atletica perfetta: così è
arrivato il capolavoro. “Non svegliatemi”, ha chiesto a fine gara parlando del suo sogno. “E’ il giorno più bello della mia vita”.