Seedorf fa accendere la tv per confessare Balotelli

Allenamento davanti alla telecamere e colloquio con Supermario. Ingaggio di 2 milioni e mezzo. In campo con il 4-2-3-1 di Leonardo

Battesimo sotto la pioggia. Per uno nato il 1° aprile, come Arrigo Sacchi e Alberto Zaccheroni (scudetto al primo assalto per entrambi i romagnoli) è forse un altro segno del destino amico. Oppure un macigno sulle spalle come quello che lo accolse ai tempi dell'arrivo al Milan dall'Inter (scambio con Coco, genialiata di Galliani): il primo giorno di ritiro i tifosi rossoneri lo accolsero con pugni sull'auto. Clima diverso questa volta, nonostante la pioggia battente: solo grandi sorrisi e incitamento. Da ieri, Clarence Seedorf è l'allenatore del Milan, con tanto di contratto firmato in sede (valido fino all'estate del 2016, cifra presumibile intorno ai 2,5 milioni di euro a stagione, «è apparso subito molto contento, con tutti i soldi che gli diamo...») nell'ufficio di Adriano Galliani dove è arrivato di primo mattino dopo una notte di sonno ristoratore: saluti alle segretarie, giudizio stregato per la nuova sede («comoda e bella»), incontro con Barbara Berlusconi e poi di corsa a Milanello in compagnia del dirigente rossonero e del suo agente Deborah Martin per cominciare l'avventura. Scandita da tanti sorrisi e da due mosse simboliche che fanno capire subito di che pasta è fatta il “professore“ rivestito con la casacca bianca del mister.

Prima scelta di Seedorf: allenamento “aperto“ alle telecamere rimaste dietro i cancelli di Carnago, nè misteri da difendere, nè chiusure preoccupate verso la comunicazione che da sempre è la sua seconda passione. A Carlo Ancelotti, in tempi non sospetti, solo qualche mese fa, confessò uno dei suoi propositi: «Organizzerò una conferenza stampa al giorno per spiegare le mie idee di calcio». Prepariamoci all'overdose e a frasi di grande effetto. Tipo quella che resta la più famosa del suo repertorio: «Io sono nato pronto». Seconda scelta di Clarence: primo colloquio diretto, sul campo centrale, facendo ginnastica, con Mario Balotelli, come per dirgli «guarda che puntiamo tutti su di te», concluso da una pacca sulle spalle. Evidente la strategia in queste prime ore in cui non è possibile procedere a rivoluzioni e a sedute tattiche: meglio lavorare sulla testa dei giocatori che sui piedi, alcuni dei quali non si possono migliorare.

A riflettori e telecamere spente, invece il colloquio, lungo, approfondito, con molte domande e risposte secche, numerosi i racconti di episodi, dettagli, errori sull'attuale disastrosa prova in campionato con Mauro Tassotti, fino a giugno il suo leale numero due, la memoria storica di Milanello e dell'ultimo Milan del quale conosce anche la cronaca, non solo vizi e pubbliche virtù. L'altro suo interlocutore privilegiato è Ricardino Kakà, perchè suo sodale ai tempi di Ancelotti allenatore, e perchè considerato, all'unanimità dallo spogliatoio, il vero leader di questo gruppo ancora impaurito e che appena molla un minuto (come in coppa Italia nel finale contro lo Spezia) può subire gol da chiunque, non solo dallo scatenato Bernardi del Sassuolo. La presentazione ufficiale è prevista per sabato, sull'ora si attendono indicazioni da Arcore, improbabile la presenza del suo decisivo sponsor, il presidente Silvio Berlusconi che lo incoronò in largo anticipo sulla scadenza di ieri mattina. Sarà impegnato con Renzi a discutere di legge elettorale.

Deciso invece lo schieramento da adottare, già visto ai tempi di Leonardo: il 4-2-3-1. Molto spettacolare ma anche molto rischioso, utile per riconquistare l'affetto del presidente e la considerazione dei tifosi, insoddisfatti oltre che dei risultati anche della qualità del gioco espresso dal Milan di Allegri, e non solo nelle ultime settimane. Quel Milan arrivò terzo valorizzando Ronaldinho, battendo la Juve nel finale ma rischiando spesso l'osso del collo e in difesa schierava Nesta e Thiago Silva. Occhio anche al mercato per il quale Adriano Galliani può contare sui poteri ordinari (tetto di 25 milioni per la singola operazione e di 10 milioni sul singolo ingaggio) mentre a Barbara è finito il controllo di real estate e milan entertainment.