Seedorf versione filosofo rimette al centro Balotelli

"Cerco sempre di trasformare le difficoltà in opportunità. Le coccole a Mario? Io la chiamo gestione di un atleta"

Roma- Incassato il primo bonus all'Olimpico e alla vigilia della difficile tappa di Firenze, Clarence Seedorf non tradisce ansia o nervosismo. Merito, ipse dixit, della sua filosofia di vita che gli consente di «vivere i momenti di stress con equilibrio». Semmai c'è un po' di delusione - e quella l'olandese non può certo nasconderla - per quello che ha letto negli ultimi giorni sui giornali. La telefonata di Silvio Berlusconi al tecnico dopo il pari con la Lazio non ha spostato nulla, di sicuro - a meno di clamorosi rovesci - la Fiorentina non rappresenterà la deadline dell'allenatore. Avanti dunque con una serenità apparente e senza strappi imminenti, nonostante lo scetticismo che regna sovrano. Il «tutor» Galliani ha esternato tanti sorrisi nei giorni romani, Seedorf pensa solo a lavorare e «a portare a casa il risultato». «Tensioni fra me e il signor Galliani non ci sono mai state - precisa il tecnico rossonero -. Le influenze esterne possono far credere tante cose, ma la comunicazione tra di noi non si è mai interrotta, abbiamo sempre cercato di fare il meglio per il Milan e continueremo a farlo. Ovvio che non mi fa piacere vivere queste difficoltà, ma il mio modo di essere non cambia. Ho costruito la mia vita, anche quella professionale, in un certo modo e sono sempre stato abbastanza vincente. Mi sveglio presto la mattina, vivo otto ore a Milanello, impegno e lavoro non mancheranno mai». Spazio dunque a questa sorta di filosofia «zen» che lo sta guidando in mezzo alla bufera. «Qualche tempo fa ho visto un filmato di un uomo senza braccia e gambe che viveva bene lo stesso perché ha trasformato le sue difficoltà in opportunità - così Seedorf -. Questa è la filosofia che ho sempre tenuto con me. Non vuol dire che non sento tristezza o delusione, ma poi cerco di trasformarle in positività, in cose che mi possono dare qualcosa di costruttivo per superare questi momenti». Allora si riparte da quella piccola boccata d'ossigeno, il punticino di Roma dove «ho visto una squadra reattiva e di sostanza», sottolinea l'allenatore del Milan. Peccato che classifica e gioco stiano peggiorando. Ecco che il test Fiorentina («una grande squadra, una di quelle che gioca meglio in Italia», è l'opinione del tecnico) diventa più arduo di quanto già non fosse guardando la stagione.

Seedorf, tra infortuni e necessità di turnover, cambierà qualcosa. Si rivedrà la rivelazione Taarabt («anche se non può essere lui il salvatore della patria...), Bonera sostituirà De Sciglio come terzino destro, ma soprattutto tornerà al centro dell'attacco Balotelli, escluso dai titolari con la Lazio e poi spronato negli allenamenti romani all'Acqua Acetosa. «Qualcuno ha parlato di coccole per Mario, io la chiamo gestione di un atleta - precisa Seedorf -. Quando andiamo in campo sono molto esigente con lui perché ha il potenziale per fare le cose che chiedo. È chiaro che lui è un punto di riferimento mediatico ma non ci sono differenze di approccio nè di trattamento. Io cerco di dare attenzione a tutti essendo trasparente e cercando di capire le esigenze». Balotelli pare di buon umore e resta l'unico, in un momento in cui i gol arrivano con il contagocce, a poter cambiare l'inerzia di una partita. «Nel campionato italiano, che non è un calcio minore visto che è super rispettato da tutto l'ambiente, anche se ci sono cose da migliorare, spesso segnare un solo gol può bastare...», dice Seedorf. Che attende l'acuto di SuperMario.

Commenti
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mauriziogiuntoli

Mer, 26/03/2014 - 18:29

Caro Seedorf, filosofia per filosofia, Seneca ha scritto chiaro e tondo "Primum vivere deide pholosophari." Ricordalo.Quindi non dire di andare a Madrid per giocartela, ti dovrebbe essere stato impedito da legge. Eppoi basta con tutti questi discorsi. In società hanno derubato il B. facedogli rapporti mirabolanti su giocatori brocchi se pagati quelle cifre, discreti se pagati il giusto come avrebbero fatto Atalanta o Genoa. E lì infatti sta il Milan , insieme a Genoa ed Atalanta, al suo posto, quello che vale. Solo che ha un bilancio pari a quello del Molise ed è qui che c'è qualcosa che non va.