La prima senza Totti è già un grosso rischio

Di Francesco debutta in salita a Bergamo: la Lazio ha una Supercoppa di vantaggio

Sarà che la ciliegina di mercato non è ancora arrivata, sarà che la figuraccia in amichevole col Celta Vigo ha smorzato gli entusiasmi e che la vittoria della Lazio in Supercoppa ha fatto il resto, sta di fatto che nella Roma giallorossa non si respira un'aria serena. Era da quando Conte mollò la Juve dalla mattina alla sera che i bianconeri non sembravano così attaccabili da una squadra che negli ultimi anni ha ottenuto tanti piazzamenti di prestigio ma nemmeno un trofeo, eppure stavolta il grande timore è che ad approfittare di un eventuale anno sabbatico dei bianconeri possano essere altri, il Napoli su tutti.

La partita con l'Atalanta rischia di dire subito moltissimo sulla stagione romanista e Di Francesco lo sa: «L'obiettivo è partire forte, dobbiamo entrare in campo con determinazione perché affronteremo una grande squadra». A Bergamo esordirà sulla panchina della squadra con cui, da giocatore, vinse lo scudetto del 2001 e lo farà sotto gli occhi del suo vecchio compagno Totti, per la prima volta coi pantaloni lunghi dopo una vita in calzoncini. Eusebio recupera El Shaarawy ma gli preferirà Defrel, unico nuovo in campo dal 1' insieme a Kolarov, e soprattutto insisterà col 4-3-3: «Mi sembra assurdo mettere già in discussione un modulo che a me ha dato tanto e può dare tanto anche alla Roma», ha ribattuto il tecnico a chi non ritiene questo sistema di gioco adatto alle caratteristiche dei giocatori.

Dall'altra parte c'è un Gasperini che dopo il quarto posto dell'anno scorso sceglie il basso profilo - «l'importante è fare prima possibile 40 punti e salvarci» -, difficilmente rischierà Caldara ed è dispiaciuto per la situazione di Spinazzola, che domani dovrebbe chiarirsi con l'incontro tra il suo agente e i dirigenti nerazzurri. «Io lo convoco sempre - ha detto Gasp -, è lui che non si convoca. Il dio denaro purtroppo prevale su tutto».

Gli stessi problemi ce li ha Simone Inzaghi con Keita, che dopo aver mandato un certificato medico si è autoescluso anche dalla prima di campionato: «Così manca di rispetto ai compagni, all'allenatore e alla società. Uno può desiderare un club più blasonato, ma bisogna comportarsi da uomini». Contro la Spal, una partita che torna in serie A dopo 50 anni esatti, mancherà anche l'acciaccato Leiva: questo significa che il playmaker sarà Luis Alberto, col giovane Palombi che dovrebbe affiancare Immobile in attacco. È stato convocato Hoedt, anche se è in procinto di passare al Southampton, mentre gli emiliani nelle ultime ore si sono rinforzati prendendo Borriello, Kasami e Salamon. Sulla carta la Lazio deve approfittare dell'allargamento a quattro squadre della zona Champions, ma Inzaghi è consapevole che non sarà semplice: «Le prime tre dell'anno scorso ci diedero 20 punti, e le milanesi si sono rinforzate». Meglio navigare a vista, quindi, e godersi la Supercoppa che prima dell'inizio sarà portata in processione. Se la Roma è quasi obbligata a vincere lo scudetto, la Lazio il suo «titulo» già l'ha messo in bacheca.

Commenti

frabelli1

Dom, 20/08/2017 - 12:39

Se i romanisti continuano a pensare a Totti, non usciranno più. Totti ha chiuso col calcio giocato e non sarà come dirigente che risolleverà le sorti della società. Girino pagina.